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Gianfranco Paroli ritira candidatura e lista

Il fratello del sindaco uscente rinuncia alla corsa in Loggia dopo la costituzione dell' osservatorio “Centro Storico” che monitorerà la situazione 'movida'.

(p.f.) La giunta Paroli approva la delibera che istituisce l’osservatorio sul Carmine, per affrontare la questione movida.
E Gianfranco Paroli, il fratello del sindaco, decide di non presentare la sua lista con 23 candidati già definiti, che pure aveva già raccolto 430 firme a sostegno. Si conclude così, almeno per il momento, la storia della lista soprannominata “dei fratelli”, visto che capolista sarebbe dovuto essere Roberto Margaroli, fratello dell’assessore Maurizio. Merito del colpo di coda della giunta, ovvero l’istituzione dell’osservatorio, presentato alla stampa in una conferenza post-giunta che si è tenuta un’ora prima della presentazione della lista di Gianfranco Paroli. L’osservatorio “Centro Storico” sarà composto da sindaco (che lo presiederà), assessore al centro storico e servizi tecnici, assessore alla sicurezza e alla polizia locale, parrocchia di San Faustino, parrocchia di San Giovanni, associazione Brescia In, associazione Quarta Quadra, associazione Noalter, associazioni Gnari de S. Faustì, Confesercenti e Ascom in rappresentanza degli esercenti, e associazioni la cui esistenza sia comprovata dal lavoro pluriennale sul territorio. Compiti dell’osservatorio saranno: verificare l’andamento dell’impatto acustico e ambientale del quartiere del Carmine, in particolare i principali aspetti connessi alle modifiche e alle innovazioni introdotte nella gestione dei locali pubblici nonché il controllo notturno delle strade e più in generale dell’ordine pubblico promosso dal Comune; valutare le problematiche segnalate dalla cittadinanza e relative proposte di soluzioni; formulare e/o accogliere proposte di arredo e di decoro urbano; proporre l’effettuazione di monitoraggi specifici a fronte di particolari esigenze; valutare i dati relativi all’andamento del monitoraggio ambientale. L’osservatorio si riunirà almeno quattro volte all’anno e non comporta nessun onere a carico del Comune. “Questa è una delibera”, ha spiegato Adriano Paroli, “che raccoglie le preoccupazioni che arrivano dal quartiere e dalle realtà del territorio. I locali rispettano le norme, ma con centinaia di migliaia di persone per strada più sere a settimana, credo che non sia normale che una famiglia o gli anziani non possano dormire. Dobbiamo riuscire a contemperare queste situazioni, che vedono diritti da entrambi i lati”. “Siccome la lista”, ha spiegato Marco Stellini, presidente di Brescia In, ma non candidato, “è fatta tutte di persone che tengono al quartiere, che non hanno però mire elettorali, come abbiamo sempre detto, la lista non si presenterà. Riteniamo che la delibera presentata dovesse essere approvata già tre anni fa: in questa delibera si ammette che la giunta ha sbagliato ad operare”.
La lista non era un bluff, assicurano gli ormai ex-candidati, e non c’è stata nessuna pressione da parte dell’amministrazione a ritirare la candidatura. “E’ stata una scelta indipendente”, spiega Stellini, “a livello personale posso comunque dire che, in ogni caso, io non voterò per questa giunta. E’ stato deciso per il bene del quartiere di ritirarla: altre liste hanno preso un impegno analogo al nostro e a questo punto non ci interessa far perdere o guadagnare lo 0,5% dei voti”. Si ritirano dalla corsa per le amministrative, ma quanto è stato costruito fino ad ora non si perderà. La lista continuerà a vivere come “lista ombra”a ombra, che vigilerà sull’attuazione del programma elettorale di chi uscirà vincitore dalle amministrative di maggio. “Nel nostro programma”, ha sottolineato Stellini, “sulla movida c’è una riga e mezzo. Abbiamo affrontato poi tutti gli altri problemi dei cittadini, problemi concreti come il non dormire  per 3 anni grazie alla stoltaggine di un assessore che si chiama Maurizio Margaroli”.
Da parte sua, Gianfranco Paroli si dice soddisfatto per essere riuscito a farsi ascoltare dal sindaco. “Ormai dopo mesi e mesi di lotte non pensavo che ci fosse questo colpo di coda, maturato negli ultimi giorni, durante i quali ho avuto il piacere di essere ascoltato da mio fratello. Il mio slogan iniziale era stato “per dare voce a chi non ha voce”. Si trattava di un messaggio per i nostri politici, per far capire che la gente va ascoltata, che i problemi vanno evidenziati, che non si può sempre dire che va tutto bene”. Solo venerdì 19 aprile, ha ricostruito Gianfranco Paroli, il silenzio sul caso movida  è stato rotto, dopo la sua prima uscita ufficiale come candidato sindaco. “Forse mio fratello pensava che io scherzassi. Sabato mattina abbiamo raccolto le firme ed  è stato presentato anche il simbolo. Allora è arrivato il colpo di coda”. E’ arrivata infatti la convocazione in Loggia e la proposta dell’osservatorio. “Abbiamo chiesto di poter illustrare nei dettagli la situazione e ho visto facce sbalordite nel sentire i nostri racconti. Ho trovato una disponibilità che non sarà solo a parole, perché mio fratello ha capito il problema. Il primo successo, dunque, è che siamo stai ascoltati. Ora il problema è talmente incancrenito che sappiamo che non saranno sufficienti pochi giorni per risolverlo”.
Ma tant’è, il primo passo è stato fatto e da parte della Loggia sembra essere maturata una nuova sensibilità. “Non mi sono mai occupato di politica”, ha proseguito Gianfranco Paroli, “così come non hanno esperienze gli altri candidati, ad eccezione di Roberto Margaroli. Quel poco che abbiamo fatto, lo abbiamo realizzato con le nostre forze. Gli altri  candidati sono tutte persone del quartiere che hanno grossi problemi, sono esaurite, non riescono a vivere in questa situazione”. “Ci sono persone anziane che sono morte prima del tempo”, ha concluso Stellini, “gente malata di tumore che non riesce  ad essere curata, perché non riesce a dormire la notte. Quello che è stato fatto al Carmine è una doppia vigliaccata, perché sapevano che siamo sempre stati tolleranti e che avremmo tollerato cose che altrove non sarebbero state sopportate”.

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