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Pcb e bonifiche, l’appello ai candidati sindaco

In una lettera aperta l'ambientalista bresciano Marino Ruzzenenti ha indicato un programma per affrontare il caso Caffaro e per lavorare alla sua soluzione.

(red.) In una lettera aperta “alle signore e ai signori candidati a Sindaco della città di Brescia” lo storico ambientalista bresciano Marino Ruzzenenti, intervenendo a proposito del polverone mediatico suscitato dalla trasmissione Presa Diretta di Rai Tre che si è occupata del caso Caffaro, ha lanciato alcune proposte concrete alla futura Giunta, scavalcando le polemiche politiche nate dalla vicenda, che si trascina da ben 12 anni, e sulla quale sono state accese delle “sterili polemiche”.
Per Ruzzenenti questa “‘bomba mediatica’ di Pasqua 2013 può tradursi, paradossalmente, in un’opportunità. Non mi interessa qui ripercorrere questi 12 anni e partecipare alla discussione sulle responsabilità, che ho visto riempire le pagine dei giornali. Vorrei condividere con Loro”, scrive nella missiva l’ambientalista bresciano, “invece, una prima e indiscutibile constatazione: dopo il 2001, col passare del tempo, si è fatto strada un po’ tra tutti noi l’idea che i bresciani potessero tornare a convivere con PCB e diossine e che un’Ordinanza sindacale, di natura squisitamente emergenziale e di durata semestrale, se reiterata per un numero infinito di volte, potesse surrogare la mancata bonifica. Fingendo che quell’Ordinanza, che condannava decine di migliaia di cittadini, anziani, madri, bambini, a vivere reclusi in casa e su aree rigorosamente cementate o asfaltate, potesse essere rispettata. Benvenuta, dunque, la scossa di “Presadiretta” che ha strappato questo velo consolatorio dietro il quale, più o meno inconsapevolmente, abbiamo cercato di rimuovere ancora una volta il problema”.
Quali sono le proposte concrete alla futura amministrazione di Brescia? Innanzitutto “l’attivazione di risorse scientifiche e tecniche straordinarie, compresi probabilmente anche filoni di ricerca assolutamente innovativi, reperendo il meglio che offre non solo in nostro Paese, ma anche l’Europa e non solo; richiede inoltre una consistente ed adeguata dotazione finanziaria, sia per la ricerca, sia per l’operatività degli interventi di bonifica, sia per il risarcimento dei danni subiti dai cittadini a partire dagli agricoltori, sia per le trasformazioni ed il riuso più consono delle aree del sito, in particolare di quello industriale e non solo”.
In secondo luogo, per Ruzzenenti, “occorre quindi fin da subito costruire un Progetto di bonifica e di riuso del sito che possa accedere anche agli appositi fondi europei, sul modello di quello della regione della Ruhr, ovviamente corredato da adeguati finanziamenti reperiti nel nostro Paese (Comune, Regione, Governo, Fondazioni…). A tal fine andrà costituito un Comitato tecnico scientifico, formato da esperti di comprovata competenza, per elaborare il Progetto stesso”.
“Il nuovo sindaco, chiunque esso sia, creerà immediatamente un gruppo di lavoro cui partecipi almeno un esponente di ogni forza politica, che si dichiari impegnato prioritariamente nella realizzazione del percorso sopra delineato, curando che possibilmentenel suo insieme sia espressione dei diversi livelli istituzionali (circoscrizione Brescia sud ovest; Comune; Provincia; Regione; Parlamento nazionale; Parlamento europeo)”.
Nel frattempo, però, avverte l’ambientalista bresciano, non sid eve stare con le mani in mano: “l’Asl deve tornare ad occuparsi con progetti mirati al “sito” di sorveglianza sanitaria dei cittadini, in particolare dei bambini e del latte materno; gli interventi di messa insicurezza necessari devono andare a avanti; ai contadini va rimborsata l’Imu; ai bambini di Chiesanuova restituito il giardino ripulito…”. “Il gruppo di lavoro”, sottolinea Ruzzenenti, “dovrebbe essere presieduto da una personalità esterna a Brescia che funga da garante, individuata per la comprovata competenza, per il profilo etico e per la dimostrata autonomia”.
In conclusione della lettera non viene chiesto ai candidati sindaci in Loggia “un giuramento su questo progetto. Basterebbe la parola”, conclude Ruzzenenti, “come accadeva dalle mie parti nell’Alto Mantovano nel secolo scorso tra i contadini. La parola, cui segua un’azione coerente. Magari in occasione di un incontro pubblico, organizzato dalle mamme di Chiesanuova”.
All’appello ha risposto affermativamente la candidata sindaco Laura Castelletti di Brescia per Passione che definisce la proposta costruita “con metodo e capace di “mettere insieme” cittadini, istituzioni, comitati, competenze e sensibilità”, auspicando che lo stesso Ruzzenenti sia in grado di “far sedere intorno allo stesso tavolo tutti i protagonisti di questa  vicenda. Una cosa che io purtroppo sono riuscita  a fare in modo solo parziale con la convocazione del Consiglio Comunale sull’ambiente, miseramente naufragato tra le rigidità della politica”.
“Quello che mi prendo oggi”, afferma Castelletti, “è un impegno che intendo onorare da qualsiasi ruolo, governo o opposizione, occuperò da giugno in Loggia. Ho personalmente vissuto l’esperienza diretta di un linfoma non Hodgkin nel 2005, malattia che ho affrontato considerandola una  “casualità” (se si fortunato non ti capita, se sei sfortunato ti capita), con il passare del tempo ho incominciato a realizzare che poteva anche non essere casualità. A oggi non ho nessun dato certo che metta in correlazione le due cose (è la mia domanda “classica” ogni volta che in Comune ho l’audizione con l’Asl), voglio avere invece certezze per il futuro delle mie figlie e dei miei concittadini”.

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