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Emilio Gnutti: “Ecco la mia verità”

L'imprenditore bresciano, chiamato in causa dalla trasmissione Presadiretta, spiega perché non gli possono essere imputate responsabilità.

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(red.) Ad una settimana dalla messa in onda del servizio di Presadiretta sul caso Caffaro, non si placano le polemiche.
Sulla questione torna Emilio Gnutti, che era stato citato nel servizio come direttamente legato al caso e che aveva annunciato di aver dato mandato ai suoi legali per intraprendere le azioni necessarie a tutelare la sua reputazione. Gnutti ora racconta all’opinione pubblica, ma soprattutto ai bresciani, “l’unica verità e la corretta informazione sul ruolo che dalla trasmissione, attraverso i contenuti di un servizio, mi è stato attribuito. Non esiste”, ha spiegato Gnutti, “né è mai esistito, né è possibile evocare alcun collegamento tra la mia persona e l’inquinamento provocato dalla Caffaro.
E’ risultato, e lo apprendo anch’io dalle notizie di stampa, che la produzione di PCB alla Caffaro è cessata nel 1984, e che l’attività produttiva di sostanze chimiche – in ipotesi pericolose – è anch’essa cessata negli anni Novanta”.
Nel 1999 Hopa, società della quale Gnutti era amministratore delegato, nell’ambito della sua attività tipica di partecipazione aziendale, si sarebbe limitata ad acquisire, come altre banche, una quota del pacchetto azionario della società Bios Spa, che aveva lanciato un’offerta pubblica di acquisto della Snia, società controllante la Caffaro Spa. “Ciò è avvenuto, quindi, molto tempo dopo la produzione e lo sversamento di sostanze inquinanti da parte della Caffaro, nella quale non ho mai avuto ruoli formali né tantomeno operativi, e della cui attività non mi sono mai occupato.
Non sono mai stato indagato in alcun procedimento penale (peraltro conclusosi con l’archiviazione) che riguardasse reati ambientali in relazione alla attività della Caffaro. Qualsiasi collegamento, quindi, tra l’inquinamento prodotto dalla società e la mia persona è falso e privo di ogni fondamento. Ho pertanto dato mandato ai miei egali di intraprendere tutte le iniziative giudiziarie ritenute necessarie a tutelare la mia reputazione da qualsiasi falsa rappresentazione della verità che direttamente, o attraverso le particolari modalità di informazione, possano indurre nell’opinione pubblica l’idea di un qualsivoglia collegamento – anche indiretto – tra l’inquinamento, eventuali patologie e la mia persona. Questo sia per quanto riguarda il contenuto della trasmissione Presadiretta, sia per eventuali future notizie che, anche solo con ambiguità, possano essere lesive della mia onorabilità”.
Gnutti conclude spiegando di essersi sempre assunto le sue responsabilità  per fatti connessi alla sua attività lavorativa. “Ma non è tollerabile che sulla base di nulla la mia persona possa essere in qualche misura evocata in relazione ad un comportamento inesistente, al quale sono totalmente estraneo e del quale non ho, al di fuori di essere cittadino bresciano, alcuna notizia”.

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