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Caffaro, “Il Comune si è sempre attivato”

L'assessore all'Ambiente Vilardi dopo la trasmissione di Presa Diretta: "Far credere al cittadino che le istituzioni sono conniventi è deleterio, non c'è nulla di peggio”.

(p.f.) “Una trasmissione che ha solo contribuito a gettare nello sconforto e nella paura i cittadini bresciani, perché le mamme ora hanno timore ad allattare al seno, siamo arrivati a livelli incredibili”.
E’ un lungo sfogo quello dell’assessore all’Ambiente del Comune di Brescia Paola Vilardi, dopo la trasmissione “Presa diretta”, mandata in onda su Rai3 sul caso Caffaro. “La Asl ha già tranquillizzato i cittadini sulla questione salute. Dispiace che non siano state mandate in onda né l’intervista ai vertici dell’Azienda sanitaria né quella fatta a me. Nel programma non è stato detto nulla di nuovo rispetto a quello che conosciamo, che abbiamo sempre detto”.
Quello che non è emerso, invece, è stata la difficoltà dell’ente locale di operare con i limiti imposti dalle leggi su patto di stabilità e Sito di interese nazionale. “Io ci ho messo 8 -9 mesi a capire esattamente la portata del problema Caffaro, la complessità a trattare con una legge nazionale, che io non condivido da giurista. Ci ho messo tanto tempo, mi sono anche schiantata fisicamente con la burocrazia ministeriale, ho cercato in tutti i modi di capire come uscirne. In una trasmissione fatta così, invece, in poche parole, non solo non si è data informazione, ma si è data cattiva informazione. Per far capire il caso Caffaro non ci voleva Presa diretta, ci sono fior fior di giornalisti che non hanno mai taciuto nulla, che sul caso hanno sempre scritto tutto”.
Sulla questione sollevata dalla trasmissione circa la mancanza imputata all’amministrazione, allora guidata da Paolo Corsini, di non essersi costituita parte civile, l’avvocato Francesca Moniga dell’avvocatura ha spiegato che non era possibile visto che non c’è mai stato un rinvio a giudizio. “Con delibera del 16 ottobre 2002”, ha ricordato Moniga, “la giunta ha dato l’incarico a  un avvocato penalista di seguire il procedimento come parte offesa. Nel  2010 c’è stata poi l’archiviazione da parte del Gip. Il Comune ha però sempre collaborato, si è fatto tutto e di più. Le due società Caffaro, una proprietaria dell’area, l’altra degli impianti sono oggi in amministrazione straordinaria, ma il Comune si è insinuato in entrambe le procedure e siamo stati  ammessi per ottenere 6milioni di euro come oneri per le bonifiche. In ogni caso, il Comune ha sempre scelto di difendersi attivamente”.
Quanto alle bonifiche, oltre agli interventi sul parco di via Nullo e sui giardini delle scuole Divisione Acqui e Passo Gavia (per un impegno complessivo della Loggia di oltre 2milioni di euro), a breve dovrebbe arrivare la firma tra Ministero, Sogesid e Regione per i far arrivare 6milioni di euro destinati a Brescia con il protocollo del 2009. “Quello che dispiace è  sentirsi presi per i fondelli: far credere al cittadino che le istituzioni sono conniventi è deleterio, non c’è nulla di peggio”, ha concluso Vilardi.

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