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Caffaro, M5S: ‘Interrogazione a Roma’

I grillini bresciani, dopo le recenti notizie sul sito inquinato da Pcb, hanno annunciato la presentazione del documento da parte dei portavoce parlamentari.

(red.) Sulla vicenda Caffaro di Brescia, dopo la notizia che i magistrati si recheranno al Ministero dell’ Ambiente per indagare sulla tanto agognata bonifica dell’area Caffaro, e dopo al messa in onda, domenica sera, della trasmissione di Rai 3 “Presa Diretta” di Riccardo Iacona, che si è occupata del sito inquinato di via Milano, è intervenuto anche il Movimento 5 Stelle.
“Considerata la enorme gravità del problema, noto da oltre 10 anni, non sono più tollerabili ne’ la coltre di silenzio sulla questione nè l’inazione della pubblica amministrazione a tutti i i livelli”.
“Come evidenziato anche dall’inchiesta giornalistica di “Presa Diretta” andata in onda ieri su Rai 3, Brescia ha probabilmente il record mondiale di contaminazione da Pcb, con ripercussioni gravissime sulla salute e sulla qualità della vita di migliaia di persone. Come rilevato dal dott. Paolo Ricci, epidemiologo dell’Asl di Mantova, che segue il sito Caffaro da quando venne scoperto l’inquinamento, il tumore maligno alla tiroide a Brescia registra un’incidenza a Brescia maggiore del 49% rispetto al Nord Italia, il linfoma non Hodgkin del 20%, il tumore al fegato del 58 %, mentre il tumore al seno schizza al 26 % in più. Secondo Ricci la correlazione tra questa maggiore incidenza e il Pcb è più che probabile, visti i risultati della ricerca scientifica internazionale, ma date anche le incredibili dimensioni dell’inquinamento dei terreni a sud della Caffaro rilevati dai tecnici del ministero dell’Ambiente e dell’Arpa”.
“Preme sottolineare”, evidenziano i grillini, “che i valori di diossina nel sangue (correlata all’inquinamento da PCB) dei bresciani residenti nell’area Caffaro sono circa 10 volte maggiori di quelli residenti vicino all’Ilva di Taranto. Ma, mentre per la bonifica Ilva sono stati stanziati con il D.L. 129/2012 ben 366 milioni  di euro, reperiti in pochi mesi nonostante l’azienda sia ancora attiva (con utili ed immobilizzazioni da capogiro),  a Brescia, in attesa da oltre 10 anni e con la società Caffaro ormai fallita, sono stati destinati solo 4,5 milioni di euro. L’intervento concreto”, prosegue il M5S di Brescia, “per risolvere questo gravissimo problema non è più procrastinabile anche alla luce della nuova classificazione dei Pcb quali cancerogeni per l’ uomo (IARC).
“Il MoVimento 5 Stelle Brescia, come da programma per il governo del Comune di Brescia, si impegna a diventare parte attiva e di continuo stimolo per l’avvio della bonifica, e a fare quanto in suo potere per  tenere sotto controllo le attività tenuta in sicurezza del sito, in particolare con riferimento all’emungimento della falda acquifera sottostante”.
“Reputiamo fondamentale, infine”, prosegue il M5S bresciano, “informare correttamente i cittadini bresciani sui rischi per la loro salute loro, considerato che le diossine ed il Pcbsono ormai nella catena alimentare a, addirittura, nel latte materno: il problema ambientale e di salute pubblica, quindi, non riguarda “solo” una parte della città, ma tutti i bresciani”.
Per tutte queste ragioni, “i portavoce del MoVimento 5 Stelle in Parlamento predisporranno urgentemente un’interrogazione parlamentare al Ministro competente, mentre, in Regione Lombardia, verrà chiesta l’istituzione di una commissione ad hoc sul caso Caffaro”.

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