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Caffaro, Corsini: ‘Dal 2008 nulla è stato fatto’

L'ex sindaco di Brescia, dopo la puntata di Presa Diretta sul caso del sito di via Milano, ha voluto precisare alcuni aspetti non andati in onda su Rai 3.

(red.) Nella trasmissione di Rai 3 “Presa Diretta” di Riccardo Iacona, andata in onda domenica sera, è stata trasmessa un’ inchiesta sul caso Caffaro di Brescia, il sito industriale contaminato da Pcb e diossine, in attesa, da oltre 10 anni, di una bonifica.
Nel corso della puntata sono state realizzate diverse interviste, a medici, professori e anche agli amministratori bresciani alla guida della città dal 2001 al 2008. Tra questi, è stato sentito anche l’ex sindaco Paolo Corsini, il quale, il giorno dopo la messa in onda della puntata, ha voluto precisare, sulle pagine del Bresciaoggi, alcune cose, spiegando che, un colloquio di oltre un’ora è stato tagliato e montato riducendolo ad un intervento di un solo minuto.
Insieme con Corsini, anche Ettore Brunelli, allora assessore in Loggia all’Ambiente, ha voluto “ricostruire” quanto “omesso” nella trasmissione.
Nell’intervista trasmessa da Rai 3, Corsini ha citato il nome della consulente cui il Comune di Brescia si affidò per una perizia sulla Caffaro, Ada Lucia de Cesaris, attuale assessore all’urbanistica del Comune di Milano, riconosciuta come uno dei migliori avvocati ambientalisti d’Italia. Nel colloquio con l’ex primo cittadino sarebbe invece stato tagliato il nome di Luigi Frattini del Foro di Brescia. La prima era consulente per il processo civile, il secondo per quello penale. La stessa De Cesaris, su Twitter, ha precisato cone diversi post che  “Per Brescia contro Caffaro ho seguito solo la vicenda amministrativa, non mi sono mai occupata della vicenda penale!”, specificando anche che “Contro la Caffaro abbiamo fatto con il Comune i provvedimenti per mettere in sicurezza le rogge e li abbiamo difesi avanti a Tar…”. “Caro Corsini per Brescia contro Caffaro ho portato a casa 6 milioni di euro, dal passivo. Per il processo penale avevi altri legali!”.
Ma Corsini ha voluto precisare a Iacona “esattamente quello che la De Cesaris dichiara su Twitter”, ma che “per i tagli fatti alla mia intervista non viene nominato Frattini e nemmeno viene riferito del fatto che abbiamo costretto Caffaro a fare una serie di opere e che l’abbiamo portata al Tar. Oltre a questo avevo consegnato molta documentazione su quanto fatto dall’amministrazione, ma nulla è stato citato”.
Parole confermate dall’ ex assessore Brunell:i “De Cesaris aveva detto che non era opportuno che il Comune si costituisse nella causa civile. Ma la causa penale era un’altra cosa. Sono due partite completamente diverse, affidate a diversi professionisti. Per il resto è il ministero a essere in capo al procedimento. Il Comune faceva l’istruttoria, ma poi era il ministero a portare avanti il resto. Questo è tutto agli atti del Comune”, scrive Bresciaoggi.
Sull’aspetto invece epidemiologico della vicenda l’ex assessore Brunelli ha affermato che la sua amministrazione (è stato in carica sino al 2008) non ha mai avuto a disposizione i dati sulla correlazione tra inquinanti e incidenza della patologie tumorali, dati che sarebbero stati resi noti solo successivamente.
Per Corsini, poi, nessuna iniziativa, dal 2008 ad oggi, è stata messa in campo dagli attuali amministratori, rimarcando che invece, la sua Giunta, appena scoperto l’inquinamento nel 2001, ha provveduto ad interrompere “la filiera alimentare, ordinato la mappatura, speso 2 milioni per la bonifica del parco Gavia e di 3 giardini privati”, ottenendo fondi dal ministero. Dal 2008 in poi, è l’accusa di Corsini e Brunelli, l’attenzione sulla vicenda è scemata e non è stato fatto più nulla.

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