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Veleni a Castiglione: è colpa (anche) di Brescia?

L'inquinamento del sottosuolo, secondo un articolo comparso sulla Gazzetta di Mantova, potrebbe essere legato alle attività industriali della Bassa Bresciana.

(red.) I veleni presenti nel sottosuolo di Castiglione delle Stiviere (Mantova) parzialmente collegate alle attività industriali della Bassa Bresciana?
E’ il dubbio sollevato dall’attuale capogruppo di Sinistra Ecologia e Libertà di Palazzo a Bagno, Franco Tiana, che, come riporta la Gazzetta di Mantova, ha lanciato l’allarme.
Un’ipotesi legata ai risultati dell’indagine epidemiologica del 2009 che ha confermato una più alta frequenza di tumori nella zona di Castiglione rispetto al resto del mantovano.
Come riferisce il quotidiano, l’amministrazione provinciale già tempo fa si è impegnata a creare un tavolo di lavoro unico che coinvolgesse, oltre alle realtà del mantovano, anche Asl, Arpa e amministrazione provinciale di Brescia. Questi ultimi però, non avrebbero ancora accettato gli inviti a collaborare.
Secondo questo report epidemiologico condotto dall’Asl locale, l’aumento di tumori a Castiglione si attestava al 21% con picchi per alcune leucemie del 114%. L’invito dell’Azienda sanitaria era quello di proseguire verifiche ed accertamenti per scoprire la causa ambientale, ritenuta la più plausibile. In particolare, veniva suggerito di scandagliare il comparto chimico, gomma e plastica effettuando un approfondimento mirato sulle leucemie
Secondo Tiana, ma anche secondo molti dei componenti della commissione Ambiente della Provincia, i veleni presenti nel sottosuolo castiglionese potrebbero essere in parte il risultato di attività industriali della Bassa Bresciana e dell’inquinamento delle falde acquifere.
Intanto, a Castiglione, è stata avviata l’ultima delle grandi bonifiche dei siti inquinati del territorio comunale nell’ex area Rapetti, il cui sottosuolo è risultato contaminato da solventi ed idrocarburi provocati  dalle attività di cromatura della rubinetteria.

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