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“Il termoutilizzatore? Rispetta i limiti di legge”

Nel primo rapporto sull'impianto di A2A, monitorato per 3 anni, viene ribadito il rispetto della normativa sulle emissioni. Ma sul documento non c'è la firma di Consulta e Cgil.

(p.f.)  Ci sono voluti due anni, ma alla fine è pronto il rapporto sul Termoutilizzatore di Brescia, che riguarda il triennio 2008-2009-2010.
Un lavoro prodotto dall’Osservatorio formato da Comune, Consulta per l’Ambiente, Circoscrizioni e sindacati, che sulla pubblicazione dei nuovi dati, però, si è spaccato. Il rapporto, che sarà pubblicato nei prossimi giorni sul sito del Comune di Brescia, infatti, come è noto, esce senza la firma di Consulta e Cgil. Una spaccatura di cui era stato già dato conto al momento della firma, e che è emersa con tutta evidenza anche alla presentazione del rapporto, nel pomeriggio di martedì 29 gennaio, in Loggia.
Primo punto, dal dossier emerge che, in fatto di emissioni, il termoutilizzatore rispetta i limiti di legge. “Tuttavia”, ha spiegato Giulia Loglio, referente della Consulta, “i dati forniti riguardano le medie mensili, ma non ci sono riferimenti a eventuali picchi”.  Altro nodo da sciogliere, per la Consulta, è il numero di camion che ruotano attorno al termoutilizzatore. “Dato non irrilevante, visto che l’impianto tratta 800mila tonnellate di materiale. Ma l’azienda ha ritenuto non utile comunicarlo. Ultimo appunto, avremmo voluto che l’Osservatorio si riunisse più spesso, e non solo due o tre volte all’anno”.
Il rapporto dà conto di quantità, qualità e provenienza dei rifiuti per i tre anni considerati (801mila tonnellate nel 2008, 679mila nel 2009 e 809mila nel 2010), e della quantità e qualità delle emissioni. Si parla anche del nuovo sistema catalitico di riduzione degli ossidi di azoto, che consente di ottenere valori di emissione al camino dell’ordine di 70-80mg/Nm3. Un paragrafo è dedicato anche al progetto di recupero delle scorie di combustione: il 70% del residuo totale annuo di ceneri di combustione (quota di materiale inerte che deriva alla combustione di rifiuti urbani) viene ormai recuperato, consentendo di evitare l’escavazione di nuove cave. Sul fronte emissioni, vengono riportate le medie mensili rilevate sia da A2A che dall’Istituto Mario Negri  che le rileva per conto di Arpa. Annualmente, comunque, il Tu ha prodotto: 322 tonnellate di ossido di azoto, 257 nel 2009 e 342 nel 2010; 0,87 tonnellate di Pm10 nel 2008, 1,75 nel 2009, 0,83 nel 2010. L’ultimo capitolo è dedicato poi alla raccolta differenziata, che nel 2010 è stata pari al 40,4% (40,2% nel 2009, 40,3% nel 2008). “Sul fronte di raccolta differenziata”, ha spiegato Paolo Rossetti, direttore generale di A2A, “si deve tener conto della volontà e capacità dei cittadini  di voler operare in questo ambito. Anche a Milano e Bergamo, dove facciamo porta a porta, è necessario verificare ciò che gli utenti hanno gettato nei cassonetti della differenziata e molto spesso la qualità non è coerente. A Brescia, il 30% della raccolta differenziata non va bene, anche se noi cerchiamo di riutilizzarlo in altro modo”. Sul tema è intervenuto anche il sindaco Adriano Paroli. “Non è vero, come spesso si dice, che se facciamo la accolta differenziata danneggiamo A2A, che anzi avrebbe tutto l’interesse a farla, perché può rivendere il materiale. A Brescia abbiamo un grosso problema che deriva dai Comuni contermini, dove si fa una raccolta porta a porta serrata: abbiamo, così, attorno 200mila abitanti che vengono a portare i loro rifiuti nei nostri cassonetti. E’ un problema che dovremo risolvere, con misure anche molto stringenti”. Provincia permettendo, visto che il piano integrato dei rifiuti spetta al Broletto.
Sul rapporto, Paroli è invece soddisfatto “Si può fare di più? Sì e lo faremo. Vorrei che ci fosse un’intelligente partecipazione da parte di tutti, perché il termoutilizzatore è un patrimonio della città. Certi ambientalismi di parte e politicizzati, a noi non interessano”. L’assessore all’ambiente Paola Vilardi ha invece ricordato le difficoltà incontrate nello sviluppo del documento. “Mancano i dati recenti, ma questo non dipende né da volontà del Comune né di A2A, ma dal fatto che ci basiamo su dati regionali che non vengono aggiornati in tempo reale. E’ una sintesi tra posizioni diverse, che sono state anche forti. Ma un dato deve emergere con chiarezza: proprio grazie a questo lavoro, è stato ottenuto che i dati delle emissioni venissero messi sul sito da A2A in tempo reale, come segnale di grande trasparenza. Se c’è il rammarico di non aver licenziato all’unanimità il rapporto, dall’altro c’è il fatto positivo di poter proseguire e migliorare il funzionamento dell’osservatorio”. A proposito dei fatti recenti, con particolare riferimento al rapporto Arpa pubblicato pochi giorni fa sul sito del Comune, giovedì 7 febbraio se ne parlerà in Commissione Ambiente, con i vertici di A2A e con Arpa.  Da parte sua, la multiutility bresciana si dice pronta a proseguire il dialogo.
“Gestiamo 6 termoutilizzatori”, ha commentato Rossetti, “e Brescia è l’unica ad essesi dotata di un sistema di osservazione e partecipazione. Il termoutilizzatore alimenta con il calore che produce oltre il 70% della volumetria urbana, circa 20mila appartamenti. In questo contesto, da episodi come quello della nube dell’8 agosto si può trarre opportunità di migliorare. Non ci sottraiamo alla discussione, ma vorremmo che non si facessero letture superficiali su questioni che riguardano ambiente e salute. Il 7 saremo in Commissione: con questo spirito di attenzione alla città, anche umile verso chi fa proposte, abbiamo collaborato alla stesura del rapporto”.

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