Monte Isola, “No al pontile del sindaco”

Legambiente: "La richiesta, bocciata dalla Soprintenza, aveva invece ottenuto parere favorevole dagli enti preposti per la valutazione del progetto".

(red.) Ha suscitato molta sorpresa al circolo di Legambiente Basso Sebino la comunicazione del Consorzio dei Laghi apparsa sull’albo pretorio del comune di Monte Isola (Brescia) in questi giorni dove viene bocciata la richiesta del sindaco di costruzione di un pontile ad uso personale di fronte alla propria abitazione in località Carzano.
“Ci ha pensato la Soprintendenza”, sottolinea in una nota l’associazione ambientalista, “a bocciare questo nuovo pontile fisso d’attracco sul  lago d’Iseo di considerevoli dimensioni (22,5 mq) che sarebbe stato capace di ospitare più imbarcazioni. Sorprende questa richiesta, che costituirebbe un nuovo negativo impatto ambientale e paesaggistico oltre che uno spreco visto che a pochi metri dall’abitazione del primo cittadino vi è già un attrezzato porticciolo che può ospitare numerose barche”.
Ma la cosa che stupisce ulteriormente i volontari del cigno verde del lago d’Iseo è che nella suddetta comunicazione vengono riportati i pareri espressi dagli enti preposti per la valutazione del progetto. In questa riunione dove, come detto, il parere negativo della Soprintendenza è bastato per bocciare il progetto, atri tre enti hanno però dato il parere favorevole senza porre alcuna condizione.
“Si tratta”, spiegano gli ambientalisti bresciani, “del Comune di Monte Isola dove il sig. Ziliani è il Sindaco, della società di Navigazione Lago d’Iseo srl dove Ziliani è presidente, e del Consorzio per la Gestione Associata dei Laghi d’Iseo, Endine e Moro dove Ziliani è componente e rappresenta il comune di Monte Isola con una quota del 5,30 %. Questo, al netto di ogni valutazione ambientale è un fulgido esempio italiano di palese conflitto di interessi che mette in evidenza un sistema autorizzativo che permette a soggetti direttamente interessati di esprimersi sui propri progetti”.
“Oltre all’inquinamento derivante dalla mancanza di depuratori nella Valle Camomica e al cattivo funzionamento di quelli posti sul lago”, evidenzia Legambiente, “il Sebino sopporta anche la presenza di 1516 attracchi nei porti demaniali e altrettanti porti privati, ospitando così un totale di circa 3000 barche, la maggior parte a motore. Questa grave situazione imporrebbe una nuova politica di riduzione graduale del numero delle imbarcazioni e quindi di non aumento di nuovi attracchi o porti”.
“I meccanismi decisionali del Consorzio che determinano la gestione e i relativi interventi infrastrutturali”, attaccano gli ambientalisti, “dovrebbero assicurare invece, a differenza di quanto sta avvenendo, esclusivamente il perseguimento di obiettivi pubblici e non essere influenzati da quelli privati”.
“Questo episodio”, si legge nella nota del cigno verde, “ripropone con forza il tema di una governance del lago da parte dei 16 comuni rivieraschi che metta al centro obiettivi di tutela ambientale e di governo responsabile”.

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