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Inceneritore: “Violazioni ed omissioni”

Lo rileva un report di Medicina Democratica sulla base del quale Mirko Lombardi, coordinatore bresciano di Sel, ha integrato l'esposto presentato in Procura.

(red.) “Violazioni al decreto legislativo 133 del 2005, sia di alcune prescrizioni di Autorizzazione integrata ambientale da attribuire al soggetto autorizzato”.
Sono i rilievi che Medicina Democratica ha evidenziato sull’incidente dello scorso 8 agosto al termovalorizzatore di Brescia.
Il documento di 14 pagine stilato da Marco Caldiroli fornisce nuovi elementi ad una ulteriore integrazione all’esposto firmato dal coordinatore cittadino di Sel, Mirko Lombardia, a quello già presentato in Procura sulla vicenda.
Dopo l´incidente, afferma Lombardi “la linea 2 risulta la più compromessa”,  e “non riesce a raggiungere temperature sufficienti”. Nella relazione di medicina democratica viene anche sottolineato il paradosso che, pur essendo l’impianto di via Codignole produttore di energia elettrica, lo stesso ha subito un lungo black out di un’ora, rimanendo isolato dalla rete esterna.
A “pesare” di più nell’integrazione all’esposto risultano comunque essere alcune prescrizioni dell´Aia sul sistema di campionamento in continuo delle diossine che, come rileva il coordinatore di Sel, “doveva essere attuata entro l´aprile del 2009”. Successivamente i controlli dell’Arpa, evidenzia Lombardi nell’esposto, sono stati effettuati “senza sollecitare l´attuazione della messa a norma”. Nell´Aia, come rilevato dalla stessa Arpa, “non sono contenute le durate massime di avvio e spegnimento degli impianti a fronte del periodo di riavviamento della linea 2, durato 12 ore”. Aspetti mai risolti, come rilevano Lombardi e Caldiroli.

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