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Smog, un fronte di “no” alla maxi area critica

Compatto il rifiuto dei comuni bresciani ad estendere l'area critica da Adro a Villanuova sul Clisi. Per Vilardi serve rimodulare il protocollo sull'aria.

(red.) E’ un fronte compatto quello del “no” all’allargamento della cosiddetta area critica per l’aria.
A nulla è servita la mediazione dell’assessore provinciale di Brescia Corrado Ghirardelli per far digerire ai 30 comuni della nostra provincia la proposta di Regione Lombardia per contrastare il fenomeno dello smog.
Lunedì 22 ottobre le amministrazioni bresciane hanno rigettato l’idea di mettere “off limits” gli euro 0 benzina e gli euro 0, 1 e 2 diesel dal loro territorio.
Un “niet” che trova ragione nella difficoltà di gestire, in così breve lasso di tempo, le varie criticità a livello territoriale.
Brescia non è il Garda e il Garda non è la Franciacorta, insomma, anche se le Pm10 hanno ovunque lo stesso nome e, forse, anche lo stesso impatto.
Niente di fatto, dunque, e la maxi area critica che doveva, secondo le intenzioni del Pirellone, vedere la luce, è stata respinta al mittente.
La proposta era stata avanzata lo scorso 8 ottobre, con l’obiettivo di ridurre le emissioni dell’8,3% attraverso un blocco alle auto di 12 ore (dalle 7,30 alle 19,30, dal lunedì al venerdì, dal 15 ottobre al 15 aprile). Un provvedimento che, ad oggi, coinvolge 209 comuni lombardi, 20 bresciani (Brescia, Borgosatollo, Botticino, Bovezzo, Castelmella, Castenedolo, Cellatica, Collebeato, Concesio, Flero, Gardone VT, Gussago, Lumezzane. Marcheno, Nave, Rezzato, Roncadelle, San Zeno, Sarezzo Villa Carcina), quelli dell’area critica “ex A1” e che la Regione voleva estendere anche agli altri municipi della area “ex A2”.
Tra questi ultimi sarebbero stati inglobati nel maxi provvedimento anche Adro, Bedizzole, Calcinato, Calvagese, Castegnato, Cazzago San Martino, Chiari, Coccaglio, Cologne, Desenzano, Erbusco, Gavardo, Lonato, Mazzano, Muscoline, Nuvolento, Nuvolera, Ospitaleto, Paitone, Palazzolo, Passirano, Polpenazze, Pontoglio, Prevalle, Puegnago, Roè Volciano, Rovato, Soiano del Lago, Villanuova sul Clisi.
A dire un secco “no” alla maxi area è stata anche l’assessore all’Ambiente in Loggia Paola Vilardi secondo la quale risulta già difficoltoso far applicare le restrizioni imposte all’area critica che riguarda città, hinterland e Valtrompia. Per Vilardi, comunque, va rimodulato il protocollo sottoscritto nell’ottobre 2011, che ha trovato diversi ostacoli applicativi sul suo percorso.

 

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