Corruzione, il fascicolo passa a Brescia

I magistrati bresciani tornano ad occuparsi di Franco Nicoli Cristiani, l’ex assessore regionale accusato di avere preso tangenti per la realizzazione di centri commerciali.

(red.) I magistrati bresciani tornano ad occuparsi di Franco Nicoli Cristiani, l’ex assessore regionale al Commerico ed ex esponente del Pdl accusato di corruzione  per presunte tangenti per la realizzazione di centri commerciali a Monza e Brianza.
Il fascicolo, che era nelle mani dei colleghi brianzoli, è infatti passato a Brescia perché, secondo l’accusa, il denaro delle mazzette Nicoli Cristiani (arrestato a novembre 2011 in un’altra inchiesta per corruzione e poi scarcerato) lo avrebbe incassato proprio in città.
Le strutture per le quali l’ex assessore avrebbe ricevuto le bustarelle sono quelle di  Quintano di Castelli Calepio e a Romano di Lombardia, nella Bergamasca e anche il centro commerciale di Castenedolo (Brescia), di Lonate Pozzolo (Varese), Desio (Monza) e Bellinzago (Milano).
L’indagine vuole ricostruire il presunto passaggio di denaro avvenuto  tra un mediatore immobiliare bergamasco, Filippo Duzioni,  ed una società riconducibile a Franco Nicoli Cristiani, la  Spas, della quale l’ex vicepresidente del Consiglio regionale è amministratore unico.
Ad occuparsi del caso i pm Carla Canaia e Silvia Bonardi, gli stessi che si erano occupati delle indagini sui rapporti tra l´impreditore Pierluca Localtelli e Franco Nicoli Cristiani.

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