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Discarica d’amianto: “Disattese le promesse”

Il Comitato spontaneo contro le nocività lamenta uno scarso interesse delle istituzioni verso il sito di via Brocchi. Martedì un'assemblea aperta per fare il punto.

(red.) “Nella discarica Profacta di via Brocchi è stato conferito il primo carico di amianto. Si sta consumando l’ennesimo scempio del nostro territorio, nel silenzio assordante e nell’indifferenza totale dell’amministrazione comunale locale”.
Parola del Comitato spontaneo contro le nocività che ricorda come “il Consiglio comunale di Brescia, il 30 maggio 2012, con propria delibera abbia impegnato il sindaco Paroli a scongiurare l’avvio di ogni attività presso l’impianto e ad intervenire presso la regione Lombardia per sollecitare la verifica dell’iter autorizzativo della discarica, tenuto conto del ricorso presentato, e tuttora pendente, al Consiglio di Stato.
Invece “tutti gli impegni sono stati disattesi, proprio da chi ricopre il ruolo di garante della salute dei cittadini. La Regione Lombardia ha autorizzato la discarica con un percorso tortuoso e contraddittorio, che lascia spazio a interrogativi tuttora senza risposta”.
I nodi da sciogliere sono molti: “Ci si chiede come possa essere stata rilasciata una prima Autorizzazione integrata ambientale
(Aia) che consentiva la realizzazione della discarica senza la distanza minima di sicurezza tra il fondo della discarica stessa e la falda. Questo errore, molto grave per le possibili conseguenze ambientali, è stato segnalato dai comitati ambientalisti e reso oggetto di ricorso; la Regione ha quindi per ben due volte dovuto intervenire rettificando l’autorizzazione rilasciata e prevedendo il rialzo del fondo di ulteriori 35 cm.
E ancora: “La discarica è posizionata troppo vicino alle abitazioni e non è rispettata la distanza minima prescritta di 200 metri. Anche questo vincolo escludente è stato aggirato in fase di autorizzazione con l’escamotage del cambio della definizione del rifiuto, che consente di abbassare artificiosamente la distanza minima prevista a 100 metri. La scelta di posizionare una discarica di un materiale pericoloso come l’amianto in un luogo assolutamente inidoneo, nel centro di un quartiere densamente abitato, in una zona già afflitta da pesanti problemi ambientali e che presenta una particolare criticità per la salute degli abitanti è assolutamente dissennata, al di fuori di qualsiasi logica di buon governo del territorio, di attenzione all’ambiente e di tutela della salute dei cittadini”.
Come se non bastasse per il Comitato “la discarica è una pietra tombale posta sulla realizzazione di buona parte delle Parco delle Cave e costituisce inoltre una sorta di ‘bomba ad orologeria’ ambientale, che sarà lasciata in eredità alle generazioni future”. Con queste premesse tutti i cittadini sono invitati a partecipare alla riunione aperta del Comitato spontaneo contro le nocività che si terrà martedì 9 ottobre, alle 20.45, nella sede della Rab in via Saleri 19 a S. Eufemia. Nel frattempo è stato organizzato un servizio di vigilanza ed informazione nelle immediate vicinanze della discarica.

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