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Amianto: “Ora l’area è irrecuperabile”

Per Legambiente il conferimento dell'asbesto nel sito di via Brocchi annulla di fatto qualsiasi previsione urbanistica per il "Parco delle cave" e per quello dello Sport.

(red.) Il conferimento dell’amianto nella discarica di via Brocchi a San Polo? Per i Comitati presenti sul territorio vengono azzerate “tutte le previsioni urbanistiche delle varie amministrazioni Comunali, da quella di Corsini a quella attuale, circa la costituzione del “Parco delle Cave” e anche del “Parco dello Sport”.
“Vengono di fatto annullate”, sottolinea Legambiente, “alcune importanti previsioni di recupero del territorio da una impresa di tipo speculativo che cerca di sfruttare ulteriormente il già martoriato territorio di San Polo, dopo averlo privato di sabbia e ghiaia per circa mezzo secolo”.
“Ha ragione il Co.Di.Sa”, prosegue la nota del cigno verde, “quando dice che questa operazione ha il senso di fare trionfare il profitto di qualcuno contro l’interesse generale e delle future generazioni e contro il concetto di bene comune. Per di più, le operazioni sembrano essere iniziate anche in violazione delle prescrizioni e dello stesso piano di smaltimento dell’amianto previsto nell’Autorizzazione Ambientale Integrata rilasciata a Profacta Spa”.
“La scorsa notte”, continua l’associazione ambientalista, “l’amianto è stato depositato senza essere debitamente coperto e senza le protezioni che sono state previste e prescritte nell’autorizzazione. In questa maniera viene calpestata la volontà di Amministrazioni Comunali elette comunque dalla maggioranza dei cittadini; vengono a galla ancora di più non solo il disinteresse dimostrato, fino almeno a qualche mese fa dall’A.C., ma anche la stessa leggerezza con cui la Regione Lombardia ha rilasciato le autorizzazioni senza valutare appieno la rispondenza della discarica ai requisiti richiesti per legge”.
“I comitati e Legambiente”, viene sottolineato, “hanno invano chiesto la revisione del procedimento autorizzativo ma la Regione Lombardia ha fatto orecchio da mercante”.
“Quando domani”, attacca Legambiente, “rispetto allo sviluppo della città, si porrà il problema di bonificare o rimuovere questa discarica, ci dovremo ricordare questo episodio, a cui hanno collaborato imprenditori avidi, politicanti accomodanti e tecnici poco scrupolosi”.
Legambiente conclude annunciando di continuare “a lottare e collaborare con i Comitati del territorio, per contrastare questa autentica ferita al tessuto urbano della città e per ricordare che tutto ci viene fatto in uno dei quartieri più esposti, sotto il profilo della salute pubblica, a disastri e a situazioni di grave criticità ambientale”.

 

 

 

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