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Bimbi nomadi (anche) senza scuola e mensa

Opera Nomadi e Fondazione Piccini: "Sedici bambini del campo di via Orzinuovi rimandati a casa e lasciati a digiuno per una morosità da 75mila euro".

(red.) Dopo il taglio del servizio di trasporto scuolabus, i bambini del campo nomadi di via Orzinuovi perdono anche l’asilo e la mensa scolastica.
E’ la denuncia di Opera Nomadi e di Fondazione Piccini Onlus che hanno spiegato che, lunedì mattina, alle 7,30, i 16 bambini iscritti alle scuole materne “Agosti” e “Leonessa” di Brescia, sono stati rispediti a casa per via di una morosità da 75mila euro accumulata nel corso degli anni dalle famiglie.
Un altro caso Adro anche nella nostra città (cittadina franciacortina dove il sindaco leghista Oscar Lancini aveva tagliato la mensa ai piccoli studenti per via delle rate non pagate dai loro genitori)? Stando a quanto riferito dalle due associazioni, i bambini più piccoli sono stati rispediti alle loro roulotte perché la materna non viene considerata scuola dell’obbligo, mentre i più grandi sono stati accolti ma con la clausola di consumare i pasti al proprio domicilio.
I ragazzini hanno così pranzato “al sacco” nel giardinetto antistante la scuola.
Fondazione Piccini, Opera Nomadi, Cgil ed Arciragazzi hanno scritto al Comune di Brescia chiedendo di rivedere tale decisione e di sedere ad un tavolo istituzionale per la risoluzione del problema.
A rischio ci sono, secondo le citate associazioni, gli sforzi impiegati in questi anni per l’integrazione delle famiglie nomadi e la scolarizzazione dei bambini.
Il coordinatore cittadino di Sel Mirko Lombardi ha inviato una lettera in Loggia nella quale stigmatizza duramente le decisioni dell’amministrazione dichiarando di vergognarsi “di essere cittadino di una Brescia che non conosco più. Una Brescia, quella di Paroli-Rolfi, che se la prende sempre con i più deboli ed in particolare con i bambini”.
Il vicesindaco ed assessore alla Sicurezza Fabio Rolfi ha respinto tali proteste affermando che altri bambini a Brescia vanno a scuola a piedi e così possono fare anche i bimbi del campo nomadi, sottolineando la personale convinzione che la situazione di morosità dei sinti sia volontaria.

 

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