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Smaltimento ceneri, le osservazioni dei comitati

Gli ambientalisti hanno presentato le loro annotazioni alla richiesta di A2A di aprire un impianto sperimentale a Buffalora. "Si deve investire su politiche di riduzione rifiuti".

(red.) Sono una formalità, visto che, come confermato dal sindaco Adriano Paroli, è ormai assodato che l’impianto sperimentale di smaltimento delle ceneri del termoutilizzatore non si fare a Buffalora.
Ma i comitati (Codisa, Legambiente, la Collina dei Castagni, Comitato Spontaneo contro le Nocivitià) hanno tenuto a presentare le loro osservazioni alla Verifica di assoggettabilità alla procedura di V.I.A..
“Riteniamo”, si legge nelle osservazione, “che il progetto possa produrre significativi effetti negativi sull’ambiente e chiediamo pertanto che venga sottoposto a Valutazione di Impatto Ambientale”. I comitati puntano subito il dito contro una “mancanza sia di capacità gestionali, sia di una visione di un modello di società diversa da quella che sino ad ora abbiamo vissuto”, a livello provinciale e regionale. “Ciò ha portato Brescia, soprattutto il territorio di Brescia est, ad essere al centro di interventi e di criticità rispetto alle questioni ambientali.
In questo contesto, siamo convinti che la politica di gestione dei rifiuti possa giocare un ruolo importante nel risanamento ambientale. Oggi Brescia è fanalino di coda in Lombardia, Regione che tra l’altro non brilla rispetto ad altre regioni Italiane, sui temi della raccolta differenziata, punto fermo per un reale recupero di materie prime.
La grande stagione dello smaltimento orientato all’incenerimento è finita da tempo, ma questa consapevolezza non sembra ancora essere patrimonio culturale della classe politica che governa il nostro territorio”.
Gli ambientalisti chiedono di investire nella differenziata. “Una politica seria programmerebbe subito una strategia che porti la differenziata oltre il 70%. Come? Esempi sul territorio, anche qui sui confini del capoluogo bresciano ci sono, Rezzato e Mazzano. La scelta di costruire un altro impianto è la sconfitta di una classe dirigente che non sa guardare e nemmeno pensare ad una società che si incammina verso la strada del rifiuto zero, strada lunga che passa attraverso l’efficienza della differenziazione spinta dei rifiuti”.

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