La Caffaro? Diossine più alte che all’Ilva di Taranto

Secondo Ruzzenenti, ambientalista bresciano, le concentrazioni di diossine e Pcb nell'area dell' acciaieria pugliese sarebbero inferiori a quelle dell'azienda di Brescia.

(red.) Il caso Ilva di Taranto ha infiammato il dibattito politico sulle pagine di tutti i quotidiani. Chiudere l’impianto per ragioni ambientali e mandare a spasso migliaia di lavoratori o tenere aperto un sito produttivo importante, nonostante il pesante inquinamento prodotto nel corso degli anni? Un dibattito ancora aperto e controverso, che serve anche da terra di confronto per la realtà bresciana.
Secondo uno studio condotto dallo storico ambientalista di casa nostra, Marino Ruzzenenti, e riportato sulle pagine del Corriere della Sera, le concentrazioni di diossine e Pcb presenti nell’area della più grande acciaieria d’Italia sarebbero inferiori a quelle dell’azienda Caffaro di Brescia.
Era già emerso, nelle socrse settimane, uno studio (sempre riportato sulle pagine del quotidiano di via Solferino) che indicava, confrontando dati francesi ed americani sulle concentrazioni di inquinanti, che le sostanze, a Brescia, sono, rispettivamente il doppio e dieci volte tanto.
Ruzzenenti ha incrociato i dati prodotti dall’ Arpa. Il picco massimo di diossine all’interno dell’Ilva arriva a 351 nanogrammi per ogni chilo di terra? Ebbene, sotto la Caffaro le concentrazioni toccano i 325 mila nanogrammi.
Diverso invece il discorso sui terreni adiacenti ai due impianti produttivi: a Taranto, nel quartiere di Statte, le diossine arrivano a poco più di 10 nanogrammi; nell’area attorno alla Caffaro (sito inserito nei Sin) le concentrazioni sono invece 300 (trecento) volte superiori.
Inquietante la disanima di Ruzzenenti che sottolinea come le diossine e di pcb finiti nel sangue dei cittadini bresciani residenti nell’area Caffaro siano quasi dieci volte superiori a quelli che vivono nei pressi dell’Ilva.
Guardando all’inquinamento complessivo che somma gas serra, metalli pesanti, idrocarburi policiclici aromatici,  l’inquinamento dell’Ilva a Taranto è superiore di gran lunga a quello riscontrato nell’area Caffaro, ma di certo questo non costituisce un dato consolante per nessuno.

 

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