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Brescia, vivono per giorni col fratello morto in casa

I due anziani hanno normalmente vissuto accanto alla salma del congiunto 86enne deceduto una decina di giorni prima. Non volevano separarsi da lui.

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(red.) E’ una storia che lascia attoniti, una vicenda che parla di solitudine e di anziani isolati dal resto del mondo, incapaci di gestire il distacco che si crea con la morte.
Da dieci giorni, o forse di più, vivevano con il cadavere del fratello, deceduto molto probabilmente per cause naturali a 86 anni. Nessuno degli altri due parenti, fratello e sorella, pure loro anziani, aveva denunciato la morte del congiunto, continuando a vivere nello stesso appartamento in via Rocca d’Anfo a Brescia, mentre il corpo del fratello di disfaceva.
Solo quando, forse, l’odore della decomposizione si è fatto intollerabile uno dei due, il più giovane, ha deciso di chiedere aiuto, interpellando una vicina di casa sul da farsi.
E così, quando gli operatori delle pompe funebri sono arrivati nella palazzina a due passi da Campo Marte, hanno fatto l’incredibile scoperta: la slama dell’86enne, in avanzato stato di decomposizione, giaceva in uno dei letti dell’appartamento al civico 25, coperto da un lenzuolo e nulla più. L’86enne, ex operaio dell’Atb, in pensione da decenni, si trovava ancora lì, in quella casa dove aveva condiviso la vita con i due fratelli, incapaci di separarsi da lui, ad una decina di giorni dal decesso.
I due familiari sono stati interrogati in questura, ma sulle ragioni del gesto solo la sconcertante rivelazione che volevano tenere il caro parente ancora con loro, in una veglia che si sarebbe protratta ancora per chissà quanto tempo, ma interrotta dal naturale evolversi del disfacimento del corpo che, forse, ha decretato la fine di quella situazione.

 

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