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Via Bonardi, prosegue presidio anti-moschea

Da 40 giorni cittadini e commercianti hanno indetto una sorta di sit-in davanti al civico 9 dove, in un ex negozio, dovrebbe aprire un centro culturale islamico.

(red.) Un presidio che dura da diversi giorni quello dei residenti del quartiere Ovest di Brescia davanti alla vetrine di via Bonardi, in città.
Nello stabile al numero 9, un ex negozio, dovrebbe vedere la luce un centro culturale dell´associazione pakistana “Al-Noor Brescia Italia”. Un’eventualità che ha fatto scendere sul piede di guerra sia gli abitanti sia i commercianti della zona, che si oppongono a quella che viene genericamente indicata come una “nuova moschea”.
Dopo 40 giorni di sit in dei cittadini che, sedie alla mano, si ritrovano davanti al palazzo che ospita l’ex negozio per manifestare il proprio “no” all’apertura, ora è stato rivolto anche un appello due mesi di alla Prefettura, alla Questura, al Comune e al console pakistano per dirimere al spinosa questione.
Anche il presidente della circoscrizione Ovest, Mattia Margaroli si oppone al centro culturale, temendo che nel quartiere possa verificarsi un nuovo caso “viale Piave ”.
L´immobile dove dovrebbe sorgere la “moschea” è infatti a destinazione commerciale ed il cambio d’uso è proprio l’oggetto del contendere.
A preoccupare i residenti il paventato aumento di traffico che tale attività potrebbe ingenerare, timori per la sicurezza nel quartiere e il rumore proveniente dalle riunioni, legato alla presenza di dieci altoparlanti installate all’interno dell’immobile.
Titolare dell’immobile è  la società immobiliare Rose, che, nei mesi scorsi ha presentato una Dia (Dichiarazione inizio attività) “per  lavori di manutenzione straordinaria “sull´unità immobiliare già destinata a laboratorio artigianale in via Fratelli Bonardi 9”.

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