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Temperature roventi ed è allarme ozono

Con il caldo intenso sono aumentate le concentrazioni nell'aria, superando anche la soglia di attenzione. Le conseguenze più gravi per bambini ed anziani.

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(red.) Caldo torrido, temperature bollenti, afa e siccità. Questo è il quadro che ritrae anche Brescia, collocata, questo giovedì, fra le città da “bollino rosso”, ovvero dove le temperature arriveranno a sfiorare (e in qualche caso anche a superare) i 40°C.
Ma non è solo la temperatura il nemico numero uno soprattutto di bambini ed anziani (per i quali il comune di Brescia ha attivato una rete a sostegno della fragilità), a preoccupare è pure il livello di ozono nell’aria che, a seguito della calura, è tornato ad impennarsi.
Il diabolico “Lucifero” ha fatto così registrare, martedì, in tutte le centraline Arpa dislocate in provincia di Brescia livelli sopra la soglia di attenzione, fissata a 180 microgrammi per metro cubo: a Brescia, Darfo e Gambara, il valore registrato è stato pari a 181, 195 a Sarezzo, 198 a Lonato.
Per la giornata di mercoledì i dati disponibili riguardano Brescia (centralina di via Ziziola) dove sono stati registrati 185 µg/m3 e Sarezzo, 192 µg/m3.
Gli effetti sulla salute? Li illustra l’Arpa Lombardia in una nota in cui sottolinea che l’ozono, “essendo un forte ossidante è in grado di attaccare i tessuti dell’apparato respiratorio anche a basse concentrazioni, provocando irritazione agli occhi e alla gola, tosse e riduzione della funzionalità polmonare. La maggior parte di questi effetti sono a breve termine e cessano una volta che gli individui non sono più esposti ad elevati livelli di ozono, ma è noto che possano sussistere anche danni derivati da ripetute esposizioni di breve durata, come l’accelerazione del naturale processo di invecchiamento della funzione polmonare”.
Le categorie di persone maggiormente sensibili all’ozono sono i bambini “ il gruppo a più alto rischio per l’esposizione ad ozono”, ricorda l’Agenzia regionale per l’ambiente, “perché essi trascorrono gran parte del periodo estivo all’aperto e sono spesso impegnati in attività fisiche intense. I bambini hanno anche maggiori probabilità di sviluppare fenomeni asmatici o altre malattie respiratorie”. Ma anche “persone con malattie respiratorie (asma, broncopneumopatie croniche”, “persone con una particolare suscettibilità all’ozono” ed infine “alcune evidenze indicano che gli anziani e/o le persone con malattie cardiache abbiano un’aumentata sensibilità all’ozono”.
Cosa dobbiamo attendere per i prossimi giorni? Sino a giovedì , secondo quanto riferisce l’Arpa, “condizioni atmosferiche diffusive generalmente favorevoli all’accumulo e produzione di inquinanti. Da venerdì condizioni atmosferiche diffusive variabili”.

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