Enpa: “Cavalleri? Parole irresponsabili”

Il segretario generale bresciano di Fai-Cisl aveva difeso nei giorni scorsi i lavoratori dell'allevamento. Per l'Ente, al primo posto ci deve essere il rispetto per la vita.

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(red.) L’Enpa Onlus si indigna con Daniele Cavalleri, segretario generale della FAI- CISL di Brescia.
A scatenare la querelle, un’intervista rilasciata da Cavalleri al quotidiano di Torino La Stampa, su Green Hill di Montichiari e il futuro dei 23 lavoratori dipendenti dell’azienda. Secondo Cavalleri, i lavoratori di Green Hill non devono essere considerati né aguzzini né torturatori, essendo stati assunti solo per “curare l’allevamento dei beagle”.
Inoltre, “se c’è una scala naturale di valori al primo posto non ci sono rane, cani, maiali, gatti e pesci, ma la persona umana”. Ebbene, secondo Enpa Onlus, le dichiarazioni del segretario Cavalleri sono disarmanti e tradiscono alcuni dei valori sui quali si fondano la Cisl stessa e il sindacato italiano in generale: il rispetto per la vita e la dignità del lavoro.
Secondo la presidente nazionale Enpa Onlus Carla Rocchi, “in questa vicenda paradossalmente al primo posto non ci sono rane, cani, maiali, gatti e pesci e nemmeno la persona umana: al primo posto c’è il rispetto per la vita e c’è, anche, il dovere dell’uomo di non consegnare i cani alla barbarie. E la barbarie – conclude Rocchi – non dovrebbe creare o mantenere un solo posto di lavoro né direttamente né nell’indotto”.

 

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