Quantcast

“Parcometri in v.le Piave, questione di cassa”

“La verità è che non c’era l’esigenza di mettere le strisce blu in questo tratto di strada”, dice il Pd, “è stata una scelta per far entrare soldi".

(p.f.) Ma quali sconti ai residenti, quali rimedi condivisi? Quei parcometri in viale Piave servono solo per far cassa, e l’amministrazione lo sa bene. A partire dal presidente della Centro Flavio Bonardi, che lo scorso 2 maggio, nel consiglio di circoscrizione, votò la delibera con tutta la maggioranza.
Questa, in sintesi, la posizione del Pd di Brescia sull’affaire parcometri di viale Piave. “La verità è che non c’era l’esigenza di mettere le strisce blu in questo tratto di strada”, ha spiegato Giorgio De Martin, segretario cittadino, “è stata solo una scelta per far entrare qualche soldo nelle casse del Comune”. La paventata turnazione richiesta dai commercianti sarebbe, invece, una bugia. Le nuove strisce blu sarebbero state messe all’ingresso di un supermercato, che ha già un suo parcheggio interno.
“Non si vede il senso di far ruotare le auto”, ha commentato Franco Gramano, consigliere della Centro. “Lo scorso anno”, ha ricordato poi Fabio Negrini, segretario del circolo cittadino del Pd e consigliere di circoscrizione, “la Giunta ha speso 200mila euro solo per modificare i parcometri e adeguarli alla Park City Card. Ha abbracciato quindi la politica di ridurre i costi per i residenti che vogliano parcheggiare in città. Quest’anno, fa il contrario, mettendo parcometri dove non servono. E’ un comportamento schizofrenico”.
La soluzione prospettata dal presidente della Centro Bonardi di scontare il parcheggio per chi vive in viale Piave, secondo Negrini “non ha senso, i residenti hanno già lo sconto del 50% con la Park City Card. E poi Bonardi, prima di tutto, dovrebbe dire che è stato anche lui a votare la delibera per installare i nuovi parcometri. Non mi risulta, infine, che i commercianti abbiano chiesto le strisce blu per la turnazione”.
Una scelta grave, dunque, quella dell’amministrazione, soprattutto perché, secondo De Martin, si spremono le tasche dei cittadini senza aver dato però nulla in cambio. Dito puntato anche contro la dequalificazione di viale Piave. “Siamo preoccupati per lo stato del Garza”, ha aggiunto Gramano, “nel tratto che va da via Mantova a via Duca d’Aosta: centro metri che non vengono drenati, con il rischio di esondazione quando ci sono forti temporali”. Memorabile quella del 2008, quando si allagarono anche i garage.
“Il timore”, ha concluso Gramano, che, da consigliere di circoscrizione si occupa da tanti anni del problema, “è che non si voglia intervenire perché l’acqua è fortemente inquinata, per cui i costi dell’operazione sarebbero davvero alti”. A tal proposito, sempre nel 2008 era stato chiesto ad Arpa di fare un’indagine sull’inquinamento delle acque. “Ci è stato risposto che dobbiamo essere noi cittadini a portare dei campioni, ma fare quei prelievi non è semplice. Aspettiamo ancora un riscontro”.

 

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di QuiBrescia, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.