Spending review? C’è chi non ci riesce

Alcuni lavoratori dell'Inail chiedono da anni di essere spostati da un ufficio periferico, privato, negli spazi liberi di una sede pubblica. La denuncia dei sindacati.

(red.) Provano ad applicare la spending review, ma non ci riescono. A denunciare lo strano caso, le sezioni della Funzione Pubblica di Cgil, Cisl e Uil di Brescia.
Alla Direzione Territoriale del Lavoro (Dtl) da oltre 8 anni i lavoratori degli uffici di via A. Moro, chiedono di essere trasferiti nei locali dell’Inail di via Cefalonia in quanto lo stabile di via A. Moro, oltre ad essere fatiscente e non avere le dotazioni minime di sicurezza, è di proprietà di privati: l’amministrazione versa, dunque, un canone d’affitto per giunta senza un regolare contratto di locazione.
Solo di recente una parte dell’utenza sarebbe stata indirizzata verso l’ufficio di via Cefalonia, ma la maggior parte dei lavoratori sono ancora in via Moro. Per questi motivi, i lavoratori hanno dato mandato alle Organizzazioni sindacali territoriali di aprire uno stato di agitazione. Per cercare di trovare finalmente soluzione allo stallo, è stato chiesto l’intervento del Prefetto, che il 4 luglio ha in effetti inviato un sollecito alla direzione Inail per favorire le procedure di accesso ai locali vuoti di via Cefalonia.
Il Prefetto si è anche detto disponibile a un tavolo con gli amministratori locali affinché si trovi una soluzione anche ad un altro problema. Per svolgere la loro funzione di controllo, i lavoratori sono costretti ad utilizzare l’auto, ma hanno forti difficoltà a circolare visto la presenza di Ztl. “L’amministrazione della D.T.L.”, si legge in una nota congiunta delle parti sociali, “è obbligata a pagare un canone d’affitto ad un privato quando  nello stabile dell’Inail, dove è già ubicata una parte dell’ufficio, ci sono spazi che possono essere messi a disposizione.
Mentre in queste ore le Organizzazioni sindacali nazionali stanno cercando di ottenere un tavolo di confronto serio con il governo per discutere concretamente della ristrutturazione della spesa, sul territorio bresciano, ancora una volta, tocchiamo con mano l’assurdità di una situazione che genera sprechi. Il sindacato non si oppone certo a  norme mirate alla razionalizzazione delle spese come la centralizzazione degli acquisti, la razionalizzazione degli immobili.
Proprio per questo abbiamo deciso di mobilitarci per far modificare norme e provvedimenti ingiusti. Una mobilitazione per migliorare la pubblica amministrazione e i servizi ai cittadini e non per lasciare a casa i lavoratori e perpetuare sprechi e clientele”.

 

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