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Balotelli: “I due gol sono per la mamma”

Super Mario ha dedicato la doppietta che ha portato l'Italia in finale agli Europei a sua madre Silvia, che era allo stadio. "I prossimi 4 alla Spagna sono per papà".

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(red.) Onora il padre e la madre. Mario Balotelli ha osservato il proprio comandamento, al termine di una notte che è diventata tutta sua. ”La gioia più bella è stata abbracciare mamma Silvia, a bordo campo: c’era lei e ho fatto due gol, se domenica a Kiev viene anche papà, ne faccio quattro alla Spagna”, dice con faccia da spaccone.
La stessa che ha messo in mostra al secondo gol, insieme al torace possente. Via la maglia, fermo in mezzo al campo come un pugile che ha inferto il suo ko, gli occhi feroci. ”Mi hanno chiesto tutti di esultare, dico i compagni, e io l’ho fatto: al secondo gol non c’era niente da dire. Solo da guardare”.
Guardate chi sono io, ecco il messaggio lanciato al mondo da questo ragazzo di Concesio (Brescia) inseguito dalla sua fama, nel bene e nel male. E a tratti attraversato da inattese malinconie. Come a fine partita, tutti i compagni a schizzare in campo, a saltare, ad abbracciarsi, e lui fermo in piedi davanti alla panchina, la testa poggiata sul tetto, gli occhi socchiusi e poi il sospiro di sollievo. Prima di abbracciare mamma Silvia. ”E’ stata la mia partita più bella, per le emozioni”, dice il ragazzo cui rimproveravano di non emozionarsi mai. Lo ha fatto per la notte che tutti aspettavano da lui, e che alla fine e’ arrivata. Due gol tutti insieme, per entrare nella storia della partita infinita tra Italia-Germania.
Difficile anche per Mario il freddo non tirare fuori tutto quello che hai dentro. Già il primo gol, quel colpo di testa su assist di Cassano, aveva aperto il mondo dentro di Mario. La maglia azzurra scossa, la corsa rabbiosa verso il compagno che l’aveva mandato in rete. ”Mi ha dato una grande palla. Sul secondo invece non ho tirato ripensando a quando mi rimproverò contro la Spagna: ho tirato, e basta”.
Fare sempre quel che la testa gli dice, eccolo l’altro personalissimo comandamento dell’uomo di questo Italia-Germania.
Per questo non riesce a pensare alla finale di domenica. ”Ora non so come sarà la finale, spero solo sia meglio di stasera”.
Anche domenica sera, a Kiev, si caricherà come fa sempre. Le cuffie in testa, la musica ”dell’amico Drake” nelle orecchie.
E poi i saluti ad amici e parenti in tribuna. ”Tutto questo mi dà forza”, dice, come se ne avesse bisogno al di là dei muscoli. ”Diventare capocannoniere dell’Europeo? Il mio obiettivo è prima divertirmi, e poi segnare. Però questo può essere un anno fantastico, dopo la Premier vinta l’Europeo…”.
Magari con un’esultanza nuova. ”Per quella di stasera”, scherza salutando, prima di andare via, “qualcuno si è arrabbiato, avrà visto il mio fisico ed è diventato geloso…”. Sbruffone e bambino, il mix perfetto nella notte di Balotelli.

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