Capotreno perse marito in incidente ferroviario

Roberta Rolandi, 44 anni, nel 1996 rimase vedova a seguito di un tragico scontro fra due treni sulla stessa linea. Cinque i morti, tra cui il marito Roberto, macchinista.

(red.) Per un tragico scherzo del destino Roberta Rolandi, la capotreno di 44 anni rimasta gravemente ferita nell’incidente ferroviario di Corte Franca, si è trovata a rischiare di morire a soli due chilometri di distanza dal luogo dove, 16 anni fa, suo marito aveva perso la vita.
Era il 30 dicembre del 1996. La linea ferroviaria Brescia-Iseo-Edolo era ancora ferma al secolo scorso: senza sbarre ai passaggi a livello, senza semafori ad indicare se il binario fosse libero od occupato, senza impianto automatico. In quella rigida mattinata invernale, intorno alle 11 a Calino, frazione di Cazzago San Martino, il treno diretto 225 che riportava a Brescia una comitiva di sciatori si schiantò contro il regionale 4 che dalla città riaccompagnava a casa persone residenti nei diversi comuni della Vallecamonica.
L’impatto, frontale, fu devastante: i due convogli si compenetrarono e ci vollero ore per estrarre i corpi delle vittime. Così come devastante fu il bilancio: cinque morti e 43 feriti. Tutto perchè uno dei due treni non rispettò lo stop di qualche minuto previsto alla stazione di Bornato. Allora si parlò di errore umano.
Tra le vittime ci fu anche Roberto Romele, 30 anni, marito della 44enne che sta lottando per la vita nel reparto di rianimazione all’ospedale Civile di Brescia. L’uomo era un macchinista e morì con due suoi colleghi. Ad aspettarlo a casa c’erano la moglie, ora in condizioni critiche ma stabili, e un bambino di tre anni. Quel bambino che ora di anni ne ha diciotto ed è alle prese con una nuova tragedia.
Il ragazzo sta affrontando il dolore in modo molto composto, stando all’assessore regionale ai Trasporti Raffaele Cattaneo che ha fatto visita alla famiglia Romele, in ospedale in attesa di notizie su Roberta Rolandi. Le allora Ferrovie Nord offrirono alla donna rimasta vedova un posto di lavoro. E mercoledì, per una beffa del destino, la donna è rimasta coinvolta nello schianto, a un passaggio a livello, a causa di un camion il cui conducente non ha rispettato l’alt imposto dalle sbarre abbassate.

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