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Sisma, 5.372 verifiche tra Emilia e Lombardia

Le ha reso noto la Protezione Civile dopo le due forti scosse di terremoto a maggio. Il 32% degli edifici è risultato inagibile ed il 5% lo è per rischio esterno.

(red.) Tra Emilia Romagna e Lombardia sono complessivamente 5.372 le strutture colpite dal terremoto del 20 e 29 maggio verificate dai tecnici della Protezione Civile.
Lo rende noto il Dipartimento sottolineando che i sopralluoghi per la valutazione di agibilità vengono svolti da squadre di tecnici dei vigili del fuoco, delle Regioni, degli Enti Locali, delle università dell’Emilia Romagna e degli atenei che operano nell’ ambito della rete di laboratori di ingegneria sismica, oltre a professionisti che hanno seguito specifici corsi in seguito a accordi siglati con gli ordini di geometri, architetti e ingegneri.
In particolare in Emilia sono 4.959 le strutture già controllate: di queste, 1.918 sono state classificate agibili, 849 temporaneamente inagibili ma agibili con provvedimenti di pronto intervento, 283 parzialmente inagibili,79 temporaneamente inagibili da rivedere con approfondimenti, 1.610 inagibili e 220 inagibili per rischio esterno. In Lombardia, invece, le strutture già controllate sono 413. Di queste, 119 sono state classificate agibili, 82 temporaneamente inagibili ma agibili con provvedimenti di pronto intervento, 36 parzialmente inagibili, 14 temporaneamente inagibili da rivedere con approfondimenti, 142 inagibili e 20 inagibili per rischio esterno.
In totale dunque, il 38% degli edifici verificati nelle due regioni sono stati classificati agibili, il 17% temporaneamente inagibili ma agibili con provvedimenti di pronto intervento, il 6% parzialmente inagibili, il 2% temporaneamente inagibili da rivedere con approfondimenti, il 32% inagibili e il 5% inagibili per rischio esterno.
Nel Bresciano le conseguenze del terremoto si sono fatte sentire soprattutto a Maguzzano di Lonato, dove la scuola materna è stata dichiarata inagibile e i bambini spostati in altra struttura (che poi ha presentato altri problemi).
Il Dipartimento ricorda infine che la valutazione di agibilità in emergenza post-sismica è formulata sulla base di un giudizio esperto e condotta in tempi limitati, in base alla semplice analisi visiva ed alla raccolta di informazioni facilmente accessibili, volta a stabilire se, in presenza di una crisi sismica in atto, i cittadini possano utilizzare gli edifici colpiti dal terremoto restando ragionevolmente protetti dal rischio di gravi danni. Per questo motivo la verifica di agibilità non mira a salvaguardare la costruzione da ulteriori danni, ma solamente la vita degli occupanti. E’ pertanto cosa diversa dalla certificazione di agibilità.

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