Sovrappasso via Rose, analisi sul terreno

Dopo il sequestro di venerdì scorso la Procura di Brescia ha disposto controlli per verificare la eventuale presenza di Pcb e diossine nel cantiere.

(red.) Ancora controlli sul terreno del cantiere del sovrappasso (e dello svincolo) di via Rose sulla Tangenziale Ovest a Brescia, oggetto di sequestro da parte della Procura.
Con le analisi disposte dai magistrati si vuole verificare la presenza o meno di inquinanti (pcb e diossina) non solo nel cantiere di circa 60mila metri quadrati, ma anche nell’area dell’ex Comparto Milano, in cui sono stati avviati alcuni interventi.
Gli esami sono l’esito dei controlli effettuati dal Nucleo operativo ecologico (Noe) dei carabinieri e dal Nucleo di polizia giudiziaria della Procura per i reati contro la pubblica amministrazione.
A breve il pm Silvia Bonardi, che coordina le indagini, potrà chiedere al Gip di fissare l’incidente probatorio con il quale verranno “cristallizzati” i risultati dei carotaggi effettuati nell’area.
Sotto inchiesta sono finiti gli amministratori pro tempore di Basileus Spa, società appaltatrice, e dell’Atig Bresciana Costruzioni, società appaltante, che devono rispondere di gestione illecita di rifiuti speciali e non.
Secondo l’accusa, sarebbero state ignorate le disposizioni ministeriali che prevedono che durante i prelievi ed i carotaggi debbano essere presenti anche Arpa e Asl.
L’Agenzia regionale lombarda ha poi effettuato analisi che hanno rilevato bassa presenza di inquinanti, ma c’è da tenere presente che l’area afferisce al sito di interesse nazionale Brescia-Caffaro.
Nello scorso autunno la consigliera comunale di Sel Donatella Albini aveva presentato un’interrogazione in comune sulle condizioni del cantiere e le condizioni di salute degli operai.
Nell’agosto scorso poi, sempre il Noe aveva messo i sigilli ad una porzione di cantiere a seguito del rinvenimento di materiale che, secondo l’accusa, sarebbe stato “importato” dai lavori per la rotatoria di via Dalmazia.

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