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Alfa Acciai, primo rapporto osservatorio

In versione cartacea e online, cerca di dare risposte ai cittadini sulle emissioni inquinanti dell'azienda. E il metodo di lavoro ha già fatto scuola.

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(s.s.) Ci sono voluti anni e infinite ore di lavoro, ma alla fine il primo rapporto dell’osservatorio Alfa Acciai è stato pubblicato. Si tratta della prima iniziativa del genere in provincia di Brescia e il metodo utilizzato ha già fatto scuola.
La pubblicazione è frutto del lavoro di tutti gli enti che compongono l’osservatorio (costituito nel 2007 e poi annualmente rinnovato): assessorato all’Ambiente del Comune, circoscrizione Est, commissione Ambiente, consulta per l’ambiente, direzione di Alfa Acciai, sindacati dell’azienda, responsabile del settore Ambiente del Comune, commissione Lavori pubblici e consigliere comunale d’opposizione.
Disponibile sia in formato cartaceo (più divulgativo) che online (completa di schede tecniche e costantemente aggiornata con i nuovi lavori dell’osservatorio consultabile all’indirizzo http://www.comune.brescia.it/Istituzionale/AreeESettori/AreaGestioneDelTerritorio/AmbienteEdEcologia/osservatorio+Alfa+Acciai.htm), il rapporto vuole essere una sorta di dizionario con tutte le risposte che in questi anni i vari attori sono riusciti a dare. Perchè far funzionare la convivenza fra una grande azienda metallurgica e il quartiere che sempre più gli si stringe intorno, non è cosa facile. Le domande che provengono dal territorio, soprattutto da cittadini preoccupati, sono tante e, ne è convinta la Loggia, meritano risposte.
Nel capitolo delle emissioni in atmosfera del rapporto, ad esempio, vengono elencati, inquinante per inquinante, tutti i valori di emissione di ciascuno forno dell’azienda. Una parte ampia del rapporto è dedicata invece alla descrizione dei cicli produttivi dell’Alfa Acciai, completi di dati, consumi, approvvigionamenti e smaltimenti. Tutto è in ordine e nulla è stato rilevato fuori dalla norma. Perchè la questione, a questo punto, non è pescare l’azienda con le mani nella marmellata, ma costruire un dialogo fra tutte le parti per trovare una mediazione fra produttività e vivibilità di quella zona della città.
E questa metodologia di lavoro ha già fatto scuola perchè il consorzio Ramet, in collaborazione con Aib, Arpa e consulta per l’ambiente del Comune, ha costituito un tavolo di lavoro con 22 aziende metallurgiche bresciane al fine di concordare una riduzione di polveri e microinquinanti in atmosfera attraverso vari step partendo da innovazioni negli impianti. “Le industrie siderurgiche sono state le prime a partire”, ha spiegato il presidente di Ramet Alberto Volpi, “e nella fine del 2011 hanno centrato il primo obiettivo di riduzione delle diossine”.
Sul lavoro dell’osservatorio il sindaco Adriano Paroli si è complimentato con tutti gli attori coinvolti invitandoli a proseguire per questa strada.  “Abbiamo bisogno di tutelare il lavoro ma anche l’ambiente”, ha detto, “e questo tavolo ha inaugurato un metodo che potrà essere modello per altri ambiti”. L’assessore all’Ambiente Paola Vilardi ha sottolineato come il rapporto dell’osservatorio sia una “risposta seria ad una questione importante come quella ambientale”, mentre Giuseppe Cavalli, direttore generale dell’Alfa Acciai, ha spiegato come per la sua azienda “la partita ambientale sia diventata motivo di differenziazione del business, e quindi non più solo un costo”.
Maurizio Frassi, in rappresentanza della consulta per l’ambiente, ha sottolineato come “si debba cambiare tutti insieme, a partire dai cittadini nelle loro abitudini abitative, di trasporto e di produzione, per rivedere il modello di sviluppo che finora ci ha lasciato una pesante eredità ambientale”. Valter Muchetti, delegato dell’opposizione per l’osservatorio, ha ricordato infine che “il lavoro non è affatto finito: questo è il tempo delle responsabilità per iniziare a costruire insieme nuovi percorsi”.

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