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“I soldi? Sono della Lega, nessun reato”

Per Umberto Bossi, alla sua prima uscita pubblica dopo Bergamo, Belsito "cerca di buttare fango su tutto e tutti". "Non sapevo di Maroni, eravamo all'oscuro".

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(red.) ”Io pensavo che fosse un buon amministratore come il suo predecessore Balocchi. Invece avete visto…” Così Umberto Bossi a proposito dell’ex tesoriere Belsito (indagato per truffa ed appropriazione indebita), che non ha mai nominato, in un comizio che si è tenuto giovedì sera ad Alessandria.
A seguito dell’inchiesta il senatur della Lega Nord si è dimesso e, a ruota, lo hanno seguito il figlio Renzo, che ha lasciato la carica di consigliere regiaonle in Lombardia, per la quale era stato eletto nel 2010 con 13mila preferenza nella circoscrizione di Brescia, l’assessore allo Sport, la camuna Monica Rizzi, “cerchista”, e anche il presidente del Consiglio regionale Davide Boni, a sua volta indagato per presunta corruzione.
Per Bossi la vicenda di Belsito ”sembra la storia di uno che messo alle strette cerca di buttare fango su tutti e su tutto. Non penso che Maroni sapesse”, ha poi aggiunto sulla presunta vicenda di un dossier ordinato da Belsito per spiare l’ex ministro dell’Interno. “Penso”, ha aggiunto il senatur, “che sia avvenuta una cosa dietro di noi senza che ce ne accorgessimo”.
”Non c’era un reato. Un partito può benissimo buttare i soldi dalla finestra, non è comunque un reato”, ha detto poi Bossi alla prima uscita dopo la serata di Bergamo. ”Si fa fatica a configurare un reato in tutte le cose dette”. ”I soldi”, ha aggiunto, “non sono quelli dello Stato, ma sono quelli delle tessere dei militanti e dei soldi della Lega, la Lega può fare quello che vuole”. Il riferimento è ai “fantasiosi investimenti” che l’ex tesoriere e Rosy Mauro avrebbero attuato con i fonfi del Carroccio, acquistando lingotti d’oro e diamanti.
”Quello che vogliono”, ha detto ancora Bossi, “è annichilirci, spaventarci, ma le cose difficili creano la forza degli uomini”.

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