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Capriano e la minaccia di un deposito di gas

Il Comitato civico Salute e Ambiente chiede ragguagli sull'impianto di stoccaggio di metano che A2A ed Edison vorrebbero realizzare in un territorio conosciuto come "sismico".

(s.s.) Avevano vinto una battaglia, ma non la guerra. Ora i cittadini di Capriano del Colle (Brescia) nel giro di un anno devono mobilitarsi per la seconda volta per proteggere il loro territorio. Il “pericolo”, ancora una volta, è il progetto della costruzione di una centrale.
Nel 2011 è stato scongiurato il rischio che la ditta Sei Capriano Srl vi costruisse un impianto di produzione di energia elettrica a calore da biomasse vegetali, ovvero oli combustibili. L’azienda, si legge nella documentazione di rinuncia, ha  abbandonato il progetto “a seguito del grave ritardo da parte della Provincia di Brescia nella convocazione della conferenza dei servizi”.
Ma il Comitato civico Salute e Ambiente di Capriano, composto da cittadini e da subito in prima linea insieme con l’amministrazione comunale per contrastare la realizzazione di questa centrale, non ha fatto quasi in tempo a festeggiare. A ottobre, infatti, è arrivata la notizia della rinuncia di Sei, a novembre quella della richiesta di un’altra centrale, questa volta di stoccaggio del gas da parte di Edison ed A2A.
Il progetto consisterebbe nell’iniezione di 88 milioni di metri cubi di gas l’anno (fino a raggiungere la capacità massima di 680 milioni) laddove decenni fa era stato estratto, ovvero nelle grotte sotterranee che si trovano sotto i comuni di Capriano, Bagnolo Mella, Offlaga e Dello. Ogni primavera (da marzo a settembre) verrebbe iniettato metano russo nel sottosuolo a 144 bar grazie ad una centrale da 1,2 megawatt. Mentre nel periodo di utilizzo del riscaldamento (da ottobre a marzo) verrebbe estratto. Il comitato, però, ha subito posto l’attenzione su un problema non irrilevante: Capriano è zona sismica.
“La zona di stoccaggio di Capriano è risaputa essere sismica: quali rischi si corrono se si iniettano del gas nel sottosuolo a 144 bar in un impianto da 1,2 Mgwatt?” vuole sapere il comitato. E ancora: “Gli elementi inquinanti (composti azotati, CO2, metano, emissione di calore e rumore) di un impianto di questo tipo quali effetti possono produrre nel tempo sulla salute della popolazione, sulle colture agricole e sul microclima del nostro territorio? Come verrà garantita la sicurezza della popolazione?”.
Domande ancora in attesa di risposta. Nel frattempo però l’iter approvativo va avanti: Edison e A2A hanno già avanzato la valutazione di impatto ambientale (Via) per il sito individuato alla cascina Movico di Capriano. Ma Capriano ha deciso di non restare alla finestra a guardare. Il 20 marzo nel consiglio comunale verrà proposta l’approvazione di una specifica delibera di contrarietà allo stoccaggio del metano. Capriano è il primo dei comuni interessati ad adottarla. Inoltre il 26 marzo è stato fissato un incontro pubblico con Edison Stoccaggio Spa per dare ai cittadini maggiori informazioni sull’impianto.

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