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San Polo: “Famiglia uccide più di mafia”

Matrimonialisti: "In media 200 omicidi "domestici" all'anno, l'80% dei quali avvenuto alla fine della relazione di coppia. Nell'85% dei casi, poi, l'assassino è uomo".

(red.) La famiglia uccide più dei criminali. Ne è certo Gian Ettore Gassani, presidente dell’Associazione avvocati matrimonialisti italiani. In base ai dati a sua disposizione, in media ”dal 2006 gli omicidi tra familiari sono stati circa 200 all’anno, quelli della malavita organizzata 170”.
La notte scorsa, a Brescia, l’ultima strage: un uomo, Mario Albanese, 34 anni, camionista, ha ammazzato quattro persone, fra cui la ex moglie e il suo nuovo compagno. ”Non si riesce ad arginare la violenza intrafamiliare”, ha ribadito Gassani, “che è più pericolosa di quella della malavita organizzata, della mafia”.
Secondo una ”sottostima” dell’Eurispes, nel biennio 2009-2010 ci sono stati 235 omicidi cosiddetti ”domestici”, di questi 103 tra ‘innamorati’. Se la famiglia può essere un pericolo, ancor di più lo diventa quando fra marito e moglie le cose cominciano a non andare bene. ”Nelle coppie”, ha spiegato Gassani, che sul tema ha scritto un libro, ‘I perplessi sposi’, “l’80% degli omicidi avviene nelle fasi in cui la relazione sta finendo o quando è appena finita. Nell’85% dei casi, l’omicida è l’uomo, sia perchè di solito sono le donne a lasciare sia perchè per l’uomo è più difficile accettare di essere lasciato. A volte poi ci sono questioni di ‘onore’, specie nei piccoli paesi, oppure economiche, come la perdita della casa, ma anche di affetto, come le difficoltà per vedere i figli. Nel 40% dei casi, prima degli omicidi c’erano state denunce per stalking o segnalazioni con richieste di tutela. Anche riguardo allo stalking, nel 70% dei casi vengono denunciati gli uomini”.
Nel rapporto 2011, il Censis rileva come i matrimoni siano in diminuzione e i divorzi e le separazioni in crescita. ”Nel 2009 in Italia ci sono state 85.945 separazioni, ovvero 296,9 per mille matrimoni e 54.456 divorzi, vale a dire 180,8 ogni mille matrimoni. Nel 2000 si avevano 228 separazioni e 114,9 divorzi ogni mille matrimoni”. Il Censis sottolinea pure come crescano ”anche le violenze perpetrate all’interno delle mura familiari, siano esse sotto forma di minacce e percosse, o sfocino nelle forme più gravi della violenza sessuale o dell’omicidio, consumato e tentato”.
L’Eurispes, nel rapporto Italia 2011, scende nel dettaglio: dei 103 omicidi che hanno riguardato ‘innamorati’, ”gli autori sono stati principalmente mariti o conviventi (63,1%), ma anche fidanzati/ex amanti (15,5%), fidanzati, amanti, rivali o spasimanti (13,6%) ed ex coniugi o conviventi (7,8%). Per quasi 6 autori su 10 il movente è stata la gelosia, la non rassegnazione alla separazione o a un abbandono”.

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