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San Polo: “Omicida ha usato logica sessista”

Lo psichiatra: "L'uomo è entrato in depressione o in paranoia, sentendosi tradito". "Insieme di concause, tra cui la disponibilità di un'arma".

(red.) Non uno solo ma ”una serie di fattori concatenati” sono probabilmente alla base della strage di Brescia, dove un uomo ha ucciso a colpi di pistola l’ex moglie e il nuovo compagno di questa, la figlia e il suo fidanzato, tentando poi il suicidio. ”L’uomo che ha commesso la strage di Brescia”, ha osserva lo psichiatra forense Stefano Ferracuti, “è entrato in depressione o in paranoia, sentendosi tradito da lei. E ha pensato di farla finita portandosi via tutti, con una logica sessista”.
”Si tratta”, ha aggiunto Ferracuti, “di un omicidio-suicidio mancato, che perciò rientra nella categoria degli omicidi-suicidi”. Gli autori di questi delitti, secondo lo psichiatra, sono generalmente ”persone con una personalità rigida, che non si adatta ai cambiamenti e non si adegua alla volontà degli altri. Questo aspetto, da solo, non è però sufficiente a spiegare i fatti. Di solito infatti c’è una donna che vuole lasciare il compagno, o lo ha fatto, provocando nell’uomo una situazione di stress. Ma incidono anche fattori culturali in base ai quali le decisioni della donna valgono meno di quelle dell’uomo, e la disponibilità di un arma”.
”Quest’ultimo è un grande problema in Italia, dove la percentuale di persone armate”, ha rilevato, “è altissima”. Tutti questi fattori, insieme, secondo l’esperto fanno scattare la molla che porta l’uomo (sono rari i casi di donne che uccidono il marito e poi si tolgono la vita) ad uccidere.
Ferracuti ha anche ricordato i dati di una sua ricerca sull’omicidio-suicidio in Italia dal 1995 al 2008, condotta sui fatti di cronaca riportati dai giornali. Dei 662 casi 560 riguardano uomini e 102 donne. Per gli uomini la principale motivazione apparente risulta il movente passionale (25,7%), seguita dai problemi familiari, sociali e finanziari (16,4%), dalla pietà(10,3%) e dal suicidio allargato (10,3%). Per le donne, invece, alla base dell’omicidio-suicidio ci sono innanzitutto i problemi familiari, sociali e finanziari (20,6%), seguiti dal ‘suicidio allargato’ (14,8%) e dalla pietà (12,7%).

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