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Le Pm10 fanno “13” e Brescia è “fuorilegge”

Già raggiunti e superati i giorni oltre i quali dovrebbe scattare il blocco alle auto. A Brescia le giornate di esuberi consentite in un anno sono già "over".

(red.) I 12 giorni consecutivi di esuberi da polveri fini ci sono (anzi, sono 13), quello che manca è un provvedimento unitario da parte delle istituzioni sul problema dell’inquinamento dell’aria.
Nella giornata dei patroni Faustino e Giovita, le centraline di Broletto, Del Villaggio Sereno, di Odolo e di Sarezzo hanno registrato nuovi superamenti dei livelli di Pm10, portando così a 33 le giornate off limits registrate dall’inizio dell’anno nella rilevazione fatta in centro storico a Brescia, pari a quelle archiviate dai dispositivi Arpa posti al quartiere Sereno.
Già 35 invece le giornate di esuberi a Rezzato, 30 a Sarezzo e ben 36 a Odolo che ha già così superato e raggiunto la soglia limite di giornate (35) di superamenti consentite per legge in un anno.
Due dunque i fronti aperti: da una lato il numero di giornate raggiunte che pongono Brescia e l’hinterland “fuori legge” e, in secondo luogo, quelle infilate consecutivamente dalla città e dalla sua cintura esterna che, secondo quanto stabilito nel Protocollo siglato lo scorso ottobre dai 21 comuni della cosiddetta area critica dovrebbero fra scattare (in automatico) provvedimenti come il blocco alle auto domenicale e anche l’eventuale applicazione delle targhe alterne. Eventualità già scongiurata nei mesi precedenti.
Oggi, giovedì, dovrebbe essere ufficializzata la decisione in merito allo stop alla circolazione per la prossima domenica, ma intanto è emersa la netta contrarietà dei sindaci bresciani a decretare il provvedimento delle targhe alterne dal prossimo lunedì (20 febbraio), anticipando comunque l’effettivo riscontro sui dati dell’inquinamento nei prossimi giorni.
Ma la situazione “nera” dell’aria non riguarda solo Brescia: peggio di noi Cremona (38 giorni), mentre si stanno pericolosamente avvicinando alla soglia anche Milano, Mantova, Bergamo, Lodi, Monza e Pavia. Una situzione ed una problematica, dunque che investe tutta la regione e per la quale anche l’assessore all’Ambiente del comune di Brescia, Paola Vilardi, nei mesi scorsi, si era appellata al Pirellone.
Intanto, un’idea ripresa da Gabriele Avalli, portavoce del Codisa (Comitato difesa salute e ambiente) di San Polo, è quella di adottare una cartellonistica stradale che potrebbe essere introdotta per informare e sensibilizzare la cittadinanza bresciana.
Il cartello (che pubblichiamo a fianco e sulla cui effettiva introduzione deve ancora esprimersi il Ministero dei Trasporti) ha inseriti i valori aggiornati rilevati dalla centralina “Broletto”, come evidenziato sul sito del Comune di Brescia, ed è simile nell’aspetto, a quelli utilizzati per indicare agli automobilisti i limiti di velocità. L’invito contenuto nel cartello è quello ad utilizzare di meno l’automobile, informando i cittadini sui rischi connessi all’inquinamento.

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