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Cristiani e Ponzoni, le indagini si intrecciano

Inchiesta de L'Espresso sui due politici del Pdl. Spunta il nome di Filippo Duzioni, che avrebbe creato un giro di cash per le elezioni del 2010.

(red.) Ci sarebbe un intreccio tra le indagini a carico di Franco Nicoli Cristiani, ex-uomo forte del Pdl di Brescia, ex-vicepresidente del consiglio della Regione Lombardia, in carcere da novembre per una presunta mazzetta da 100 mila euro pagata dall’imprenditore Pierluca Locatelli, e Massimo Ponzoni, ex-segretario del consiglio regionale del Popolo delle Libertà, molto radicato nella zona della Brianza, finito nei guai per un’inchiesta per bancarotta nell’ambito del fallimento della società Pellicano.
Come riporta il settimanale L’Espresso, la procura della Repubblica di Monza avrebbe trovato una pista che collega i due uomini politici di Palazzo Pirelli in affari quanto meno poco chiari. “Entrambi”, si legge nel giornale, “hanno ricevuto quattrini dalla stessa società, utilizzata in Brianza per foraggiare alcuni esponenti chiave del centrodestra e – secondo i giudici – trasformare i terreni agricoli in centri commerciali”.
Secondo l’articolo firmato da Michele Sasso “operazioni contestate alla Mediaservice di Filippo Duzioni che avrebbe fatto avere a Ponzoni e ai suoi complici ben 700mila euro”.
Nell’inchiesta, però, pm e Fiamme Gialle accusano Duzioni di aver versato altri 200mila euro a Nicoli e alle associazioni a lui collegate per la campagna elettorale del 2010. Non solo però. “Gli investigatori”, si legge, “stanno lavorando su un terzo pagamento, di 160mila euro, a favore della Spas, un’azienda di forniture mediche posseduta dalla famiglia Cristiani”.
Il politico bresciano avrebbe detto che i soldi sono stati utilizzati per comprare materiali ortopedici prodotti dalla sua Spas e poi donati all’Asl di Brescia. Rachele Nicoli Cristiani, figlia di Franco e amministratrice della società, contattata da L’Espresso, avrebbe però detto che la donazione “non risulta nella contabilità storica”. Ora la procura sta cercando di capire se Mediaservice abbia avuto contropartite e di che tipo.  Sembra comunque che i traffici scoperti siano solo la punta dell’iceberg di un giro disonesto e altamente remunerativo.

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