Cromo VI nei pozzi in città: è allarme

Le concentrazioni cresciute dal 2005. Il monitoraggio effettuato dall'Arpa su 104 pozzi pubblici e privati ha rilevato un inquinamento 12.480 volte superiore al limite.

(red.) La definizione incute timore, e a ragione. Cromo esavalente. Termine legato alla chimica e portato alla ribalta dal film del 2000 “ErinBrockovich” con Julia Roberts (in cui una 30enne segretaria precaria di uno studio legale e madre nubile, dopo due divorzi, di tre figli, scopre che una compagnia ha inquinato le falde acquifere di una cittadina californiana, provocando tumori ai residenti) ma che è di triste attualità nella realtà bresciana .
In due quartieri della città, Villaggio Sereno e Chiesanuova, nei 104 i pozzi pubblici e privati monitorati è stato rilevato un inquinamento 12480 volte superiore al limite. Lo riporta l’edizione odierna del Giornale di Brescia che pubblica i dati dell’Arpa dal 2005 ad oggi.
Le analisi sulle acque sotterranee “hanno confermato una compromissione della falda rispetto al cromo VI” in due focolai individuati da comune, Arpa e Provincia: il sito Baratti Inselvini di via Padova e il comparto ex Forzanini di via Ancona.
Due siti per i quali non è sufficiente “la messa in sicurezza”, cioè l’isolamento dei pozzi contaminati, ma in cui ora deve essere effettuata la bonifica che, però non ha tempi brevi.
Quali sono questi valori evidenziati da Arpa? Il limite massimo è stabilito in 5 microgrammi per litro, ma il campionamento del 27 febbraio 2009 ha registrato una concentrazione di cromo VI pari a 157,50 microgrammi per litro. Succesivamente, alla data del 16 settembre 2010, la situazione era pari a  69,90 microgrammi.
Il 28 gennaio 2011 però il cromo VI ha toccato 62,400 microgrammi per litro: 12.480 volte sopra il limite previsto. Non è finita perché a marzo 2011 la concentrazione era di 23,680 microgrammi per litro.

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