Cromo VI, ecco come si svolge la bonifica in falda

Regione Lombardia oggi ha attivato un pozzo in un paese della Bergamasca. Un giorno potrebbe essere un metodo utilizzato anche per la nostra città.

(red.) Il problema del cromo esavalente non riguarda solo la provincia di Brescia. In tutta la Lombardia, infatti, si segnalano problemi di tipo ambientale, anche per quello che riguarda l’inquinante nelle falde acquifere. Ci sono località, però, in cui il pericolo viene gestito e affrontato. Un buon esempio viene riportato in un comunicato della Region Lombardia. Il problema cromo, quindi, può essere risolto a patto che ci sia una precisa volontà politica. Chissà se un intervento del genere potrà essere realizzato anche in città, dove alcuni pozzi pubblici e privati sono stati giudicati estremamente inquinati.
“Da oggi a Ciserano (Bg) è attivo il primo pozzo di pompaggio per la bonifica della falda acquifera inquinata dal cromo esavalente. Il nuovo servizio, che rientra all’interno di una fornitura di 6 finanziati con 5 milioni di euro da Regione Lombardia, è stato attivato alla presenza dell’assessore all’Ambiente, Energia e Reti, Marcello Raimondi, presente insieme ai sindaci e agli assessori dei comuni di Ciserano, Treviglio, Verdellino e Arcene”.
 “Ho voluto venire di persona”, ha detto Raimondi, “per sottolineare l’impegno diretto di Regione Lombardia e mio personale affinchè questa bonifica sia eseguita nel modo migliore possibile, in via definitiva e nel segno della trasparenza. Continueremo a seguire tutte le fasi di bonifica per verificare che quanto messo in campo corrisponda a quanto previsto. Siamo convinti che con questo intervento, insieme a quello parallelo, che pure monitoriamo da vicino, dell’azienda che ha creato il danno, arriveremo in tempi rapidi a pulire la falda e a garantire la massima sicurezza ai cittadini”.
Il pozzo attivato oggi ha una portata di 30 litri al secondo e preleva l’acqua dalla falda contaminata, scaricandola poi in una roggia, e quindi in acque superficiali, garantendo il rispetto dei limiti ambientali fissati per legge. I tecnici hanno spiegato che, anche grazie al secondo identico pozzo in fase di realizzazione, il cui cantiere è stato visitato durante il sopralluogo, si riuscirà a limitare in maniera sostanziale la propagazione del cromo in falda. Anche la fonte della contaminazione è stata individuata e si sta intervenendo concretamente per impedire la contaminazione delle acque da parte delle sostanze inquinanti fuoriuscite.  “Oggi”, ha aggiunto l’assessore, “cogliamo i primi frutti del lavoro messo in campo con gli enti locali, Asl e Arpa, nel corso di numerosi tavoli tecnici”.
L’intervento di bonifica che si svolge in parallelo, svolto dalla Cromoplastica, prevede l’inserimento in falda di sostanze nutrienti (come gli zuccheri) che consentono di aumentare in modo significativo la flora batterica, capace di trasformare il cromo esavalente in cromo trivalente, del tutto innocuo per la salute. L’Asl farà conoscere i risultati ufficiali della sperimentazione portata avanti in questi giorni, relativamente agli effetti sulla flora batterica sviluppata. I primi dati sull’efficacia della sperimentazione, nel corso dell’incontro che si è tenuto a margine dell’avvio del pozzo, sono stati definiti “notevoli” e con costi accettabili dai tecnici della Regione Lombardia.

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