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“Facciamo luce sulla compravendita ex Alfa”

Lo chiede lo Slai-Cobas. "Nel 2000 la società del senatore bresciano del Pdl acquistò l'area dello stabilimento, senza rivelare i nomi di chi si nascondeva dietro l'affare".

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(red.) Lo Slai-Cobas chiede di fare chiarezza sui ”mega affari di compravendita immobiliare” delle aree dell’ex Alfa Romeo di Arese (Milano) che, ha sottolineato il sindacato di base, nel 2000 furono acquistate e poi rivendute dal senatore bresciano del Pdl Riccado Conti, ora al centro delle polemiche per una plusvalenza da 18 milioni di euro realizzata con la cessione di un palazzo a Roma all’Enpap, l’Ente nazionale di previdenza e di assistenza degli psicologi.
Secondo lo Slai-Cobas, la società immobiliare Estate sei amministrata da Conti nel 2000 aveva rilevato da due società legate al gruppo Fiat (Segepark e Belfiore) l’area di due milioni e 350mila metri quadrati dell’ex Alfa Romeo, pagandola 500 miliardi di lire. Terreni che poi in parte furono rivenduti ad altre società, fra cui la Aglar, nella quale il senatore del Pdl deterrebbe ancora alcune quote.
”Riccardo Conti non ha mai detto i nomi di chi si nascondeva dietro le varie fiduciarie che controllavano Immobiliare Estate sei e Aglar”, ha spiegato il sindacato.
”Conti nel 2003 e nel 2004 fece accordi in Regione Lombardia con i sindacati per fare a Arese il polo dell’auto ecologica e mobilità  sostenibile”, ha concluso, “ma tutto è rimasto nella carta. Nel frattempo Conti e soci hanno fatto mega affari di compravendita immobiliare e i lavoratori Fiat sono stati buttati sulla strada”.

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