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Le reazioni della politica sulla vicenda

Per Giovanardi, Gasparri e Quagliarello (Pdl) si tratta di un "depistaggio del caso Lusi", per il Pd serve "una nuova gestione del patrimonio immobiliare pubblico".

(red.) Sulla vicenda della compravendita immobiliare dell’immobile in centro a Roma realizzata dal senatore bresciano del Pdl Riccardo Conti sula quale la procura ha aperto un fascicolo (per ora senza alcun indagato) si sono sollevate le voci della politica.
”La vergognosa operazione di depistaggio dal caso Lusi (ex tesoriere della Margherita indagato per appropriazione indebita aggravata in relazione alla sottrazione di 13 milioni di euro dalle casse del partito, ndr.), messa in opera del Tg de La7, ha alimentato l’istigazione al linciaggio della politica e delle attività imprenditoriali di cui questa volta è stato vittima il senatore Riccardo Conti a cui esprimo tutta la mia solidarietà”.
Lo ha detto il senatore Pdl Carlo Giovanardi. “Con questo clima e con questi atteggiamenti cialtroni e terroristici di gran parte degli organi di informazione, che mettono nello stesso calderone l’appropriazione indebita di milioni di euro con legittime operazioni di compravendita immobiliare”, ha aggiunto Giovanardi, “per l’Italia non ci sarà che un destino di inevitabile declino economico”.
”Alla luce delle dichiarazioni del senatore Conti e di quanto a noi da lui stesso riferito in un lungo colloquio avuto stamattina (mercoledì, ndr.) presso gli uffici del gruppo parlamentare, appare fondato il sospetto che quello imbastito nei suoi confronti sia un gigantesco polverone per tentare di oscurare ben altre vicende balzate in queste ore agli onori delle cronache”. Lo hanno dichiarato in una nota congiunta Maurizio Gasparri e Gaetano Quagliariello, capogruppo e vicecapogruppo vicario del Pdl al Senato.
“Riccardo Conti”, hanno proseguito i due senatori, “ha già dato la propria disponibilità a fornire ogni delucidazione per mettere la parola fine a ricostruzioni fuorvianti. Ma fin da ora il senso del pudore dovrebbe sconsigliare chiunque dall’avventurarsi in improvvidi parallelismi: da una parte parliamo di soldi pubblici, dall’altra di un’attività imprenditoriale privata”.
Di diverso carattere invece l’intervento del Partito Democratico che chiede “una nuova governance del super-ente frutto della fusione fra Inps, Inpdap ed Enpals che garantisca trasparenza, correttezza gestionale a partire dall’enorme patrimonio immobiliare che si trova a gestire”. “A questo punto non ci limitiamo a dirlo al ministro Fornero, lo diciamo al presidente del Consiglio prof. Mario Monti”: così Oriano Giovanelli, presidente forum riforme Pa e innovazione del Pd.
”Il patrimonio immobiliare degli enti previdenziali, sia esso riferito a casse di previdenza pubbliche o private”, ha osservato, “è stato spesso oggetto di articoli di stampa. Inchieste giornalistiche hanno fatto emergere vicende torbide e soprattutto dannose per gli interessi degli enti previdenziali medesimi e dei loro contribuenti a vantaggio di interessi privati maturati all’ombra di procedure poco chiare e di gestioni assolutamente antieconomiche e clientelari. La politica”, ha proseguito Giovanelli, “non può più tacere o far finta di non vedere: i passaggi di proprietà con plusvalenze a vantaggio di privati di 18 milioni di euro in un giorno sono cose emblematiche ed enormi. Tutti questi fenomeni vergognosi oggi rischiano di conoscere una crescita esponenziale e per questo il Pd insiste sia sul piano politico che con i propri rappresentanti nella Commissione bicamerale di controllo sugli enti: la super Inps non può essere lasciata nelle mani di un uomo solo con super poteri e super stipendio da oltre 1 milione di euro l’anno e che ricopre altri 25 ruoli in altrettanti enti. E’ un problema democratico, è un problema di correttezza gestionale”.

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