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Acqua malata, i cittadini fanno fronte comune

Cesio 137, cromo esavalente: Codisa, Legambiente, Comitato contro le Nocività e Comitato Villaggio Sereno, con la Consulta del Comune, chiedono chiarezza.

(p.f.) I cittadini fanno fronte comune sull’acqua. Codisa, Legambiente, Comitato contro le Nocività e Comitato Villaggio Sereno, coordinati dalla Consulta Ambiente del Comune di Brescia, uniscono le forze per chiedere chiarezza sullo stato di salute dell’acqua, dopo le ultime rivelazioni sulla falda dell’ex cava Piccinelli e la possibile contaminazione di Cesio 137 nella zona est di Brescia.
Un problema nuovo che va a sommarsi alle preoccupazioni già palesate da tempo per la presenza di cromo esavalente nell’acqua della zona ovest dai residenti di Villaggio Sereno, Chiesanuova e Folzano. A Folzano, ad esempio, due pozzi di servizio dell’acquedotto cittadino sono stati chiusi perché la presenza di cromo superava i limiti di legge (50 microgrammi al litro).
“Li hanno chiusi”, ha sottolineato Angelo Bulgari, rappresentante del comitato Villaggio Sereno, “senza però spiegare quale fosse la fonte. Questo non ci rende più sicuri”. Non manca poi un probabile pennacchio di contaminazione anche da nord, proveniente dalla Valtrompia. Da ultimo, c’è appunto la questione della cava Piccinelli, dove è molto probabile che, a causa della mancata manutenzione e della scarsa vigilanza di chi doveva controllare, sia in corso una contaminazione da Cesio 137 della falda superficiale. Per avere la certezza, bisogna attendere i risultati dell’Arpa.
“Se anche non ci fosse stata ancora la contaminazione”, ha spiegato Carmine Trecroci, vicepresidente di Legambiente, “non saremmo tranquilli, perché senza un intervento di bonifica, la contaminazione sarebbe solo questione di tempo. Tutti questi fattori, dal Cesio al cromo all’inquinamento dalla Valtrompia, fanno dell’acqua potabile distribuita in tutte le zone di Brescia un bene di qualità scadente e in continuo, prevedibile deterioramento”.
I comitati chiamano così in causa Arpa, Asl, Regione, A2A, Comune, Provincia e Autorità territoriale per le acque, a cui rivolgono cinque richieste ben precise. Primo, raccolta capillare e diffusione tempestiva di tutti i dati rilevanti nella contaminazione delle falde, con mappatura e stratificazione straordinaria dei siti contaminati. Secondo, pubblicazione continua online dei dati tossicologici sull’acqua distribuita.
Terzo, avvio immediato delle opere di messa in sicurezza permanente e bonifica dei siti di contaminazione già noti, a partire dai piezometri della cava Piccinelli e dell’emergenza cromo esavalente. Quarto, sistematica indagine di rilevazione e monitoraggio a tappeto, per individuare ulteriori situazioni di contaminazione. Quinto e ultimo considerare provvedimenti restrittivi al consumo, a partire dalle scuole.
“Su questo punto”, ha spiegato Bulgari, “facciamo riferimento in particolare alle scuole della zona ovest, dove sui tavoli delle mense ci sono le brocche riempite con acqua del rubinetto. Almeno chiediamo di considerare la possibilità di dare ai bambini l’acqua in bottiglia”. Molto critica la posizione del Comitato contro le Nocività, che ha incontrato la settimana scorsa il sindaco Paroli, l’assessore Vilardi e i tecnici del Comune per la questione Cesio e bitumificio Gaburri.
“Oltre ad averci confermato che il bitumificio si farà”, ha spiegato Andrea Marini, rappresentante del Comitato, “ci è stato detto che non dobbiamo essere noi ad informare i cittadini dei problemi dell’ambiente, e siamo stati accusati di essere troppo estremisti, tanto da aver causato il deprezzamento della zona Est di Brescia. Noi crediamo che una giunta che non è capace di ascoltare le richieste dei cittadini dovrebbe solo rassegnare le dimissioni”. Tutte le informazioni sono disponibili sui siti www.legambientebrescia.it, www.comitatocontronocivitabs.it e www.achab.info/acqua/.

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