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Cesio 137 nella falda, il Codisa: “Indignati”

"Da mesi", spiega una nota, "le istituzioni erano a conoscenza del probabile inquinamento. Bisogna mettere in campo azioni concrete per cambiare le cose".

(red.) “Indignazione, sconcerto e rabbia”. Questi sono i sentimenti del Codisa (Comitato Difesa Salute ed Ambiente di San Polo e dintorni), dopo aver appreso la notizia della possibile presenza di Cesio 137 nella falda alla periferia sud est di Brescia.
“Da mesi”, spiega una nota, “le istituzioni erano a conoscenza del probabile inquinamento da Cesio 137 ed altre sostanze nocive, nella falda superficiale”. Un problema che va ad aggiungersi a un asituazione ambientale fortemente compromessa.
“Con un’aria irrespirabile, discariche che vengono autorizzate in serie, cave che vengono aperte con l’intento di realizzare nuove discariche, un inceneritore sovradimensionato, il più grande d’Europa in una piccola città, il pesante impatto delle fonderie, le indagini Asl, totalmente ignorate, che certificano l’aumento di malattie da inquinamento, interi quartieri della città inquinati da Pcb e Cromo VI”, continua il comitato.
E le amministrazioni ad ogni livello, dalla circoscrizione alla Regione, che cosa fanno? “Nicchiano, sorvolano, si girano dall’altra parte, e di fronte all’evidenza tentano di sminuire, e spesso contro accusano di allarmismo chi denuncia questi problemi reali. Riteniamo questo comportamento irresponsabile. A questo punto il Codisa, appellandosi per l’ennesima volta alle coscienza di tutte le persone, chiede alle istituzioni un’assunzione di responsabilità, con pronunciamenti pubblici e fatti che facciano intendere chiaramente una svolta”.
Quali? “Innanzitutto non autorizzare il nuovo bitumificio Gaburri; ripensare l’intera operazione, collocando in sito più idoneo il polo logistico Italgros; acquisire la cava Gaburri per il parco delle Cave; contrastare nelle sedi opportune la discarica di putrescibili di Garda1
nell’ATEG25″.
Inoltre il comitato vorrebbe “un forte impegno alla riduzione degli inquinanti in aria, alla bonifica delle aree degradate, alla realizzazione del polmone verde della città da sempre richiesto: il Parco delle Cave. Se così non fosse, ci poniamo una semplice domanda e lo stesso chiediamo ai cittadini bresciani: questa amministrazione è in grado di rappresentare tutti i cittadini o solo qualcuno?”.

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