Studenti indagati, “Operazione repressiva”

Cinque persone, tra cui un collaboratore di Radio Onda d'Urto, perquisiti dalla polizia per il tentato blitz in Loggia. "Azione contro Magazzino 47".

(red.) Viene definita un’ “operazione repressiva”, quella compiuta dalla polizia di Brescia all’alba di mercoledì 4 gennaio in cui sono state effettuate perquisizioni a carico di persone indagate dalla procura per il tentativo di occupazione della Loggia lo scorso 12 dicembre a Brescia  in occasione dello sciopero generale proclamato dalla Cgil.
Lo si legge in una nota pubblicata da Radio Onda d’Urto, emittente antagonista bresciana.
Lo spezzone del “Kollettivo Studenti in Lotta” si staccò dal corteo e tentò di entrare nella sede del comune . Sotto il porticato ci fu una colluttazione con alcuni vigili e agenti della Digos: uno di questi ultimi riportò delle lesioni e da qui la conseguente apertura di un procedimento penale per una serie di reati che vanno dalla resistenza a pubblico ufficiale, al tentativo di invasione della Loggia, alle lesioni aggravate nei confronti di pubblico ufficiale.
“Nel decreto di perquisizione e sequestro della Procura si parla di ricerca di armi, oggetti atti ad offendere e documentazione informatica e cartacea”.
Colpiti dalla perquisizione un attivista della sinistra critica e collaboratore di Radio Onda d’Urto e quattro militanti maggiorenni del Kollettivo Studenti in Lotta. Tra gli indagati altri tre militanti minorenni del collettivo studentesco, come riporta la radio.
“Per l’entità dell’episodio accaduto sotto il porticato della Loggia si tratta di un’ operazione di polizia pesante e sproporzionata” è il commento di Radio Onda d’Urto. “Era dal 1980 che non avveniva un numero così alto di perquisizioni domiciliari contro studenti; è chiaro quindi che l’operazione rappresenta un tentativo di intimidazione nei confronti del Kollettivo studenti in lotta e di tutti gli studenti e le studentesse che in forma autorganizzata lottano nelle scuole e nelle piazze contro la crisi, i tagli all’istruzione e la privatizzazione-aziendalizzazione del sapere e che si ribellano alla logica dei sacrifici, propugnata oggi dal  governo neoliberista di Monti”. “Indubbiamente”, prosegue la nota degli antagonisti, “ si tratta anche di un’azione repressiva contro i soggetti che in questo periodo hanno animato le iniziative in difesa del csa Magazzino 47 e per gli spazi di libertà”.
Questo perché, secondo la radio, nel decreto di perquisizione locale e sequestro disposto dalla Procura di Brescia si legge che “i soggetti in questione sono tra i fomentatori dei disordini che si stanno verificando a Brescia, anche con riferimento alla nota vicenda dello sfratto del Magazzino 47, sono da ritenere socialmente pericolosi e , quindi, vi è fondato motivo di ritenere che questi possano occultare armi da utilizzare nelle manifestazioni che si prevedono anche in merito alla contestazione alla manovra economica del Governo, e che queste siano in uno dei seguenti luoghi: o presso abitazioni private; o presso altro luogo che dovesse risultare nella loro disponibilità”.

 

 

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