Cristiani, “no” alle visite in carcere

Rigettata dalla procura la possibilità per i familiari di Cristiani di visitarlo in cella. Mercoledì fissati gli interrogatori di altri sei indagati nell'inchiesta "Fiori d'acciaio".

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(red.) Niente visite in carcere per Franco Nicoli Cristiani, arrestato mercoledì mattina nella sua casa di Mompiano a Brescia con l’accusa di corruzione.
Per il politico bresciano, esponente del Pdl (partito dal quale Nicoli si è autosospeso, così come dalle cariche pubbliche che rivestiva) dopo il rigetto da parte del gip Cesare Bonamartini della richiesta della concessione degli arresti domiciliari, si è aggiunto un altro “no”, quello relativo alla possibilità di ottenere visite in carcere.
La decisione, a quanto si è appreso, è stata resa nota lunedì ai familiari che erano stati in Procura per chiedere l´autorizzazione.
Mercoledì intanto, sono fissati gli interrogatori di altri sei indagati nell’inchiesta “Fiori d’acciaio” che ha scoperchiato un presunto giro di mazzette e di reati ambientali per la realizzazione di una discarica di amianto a Cappella Cantone, nel Cremonese, e irregolarità nella gestione dei rifiuti nei cantieri di Bre.Be.Mi., la Direttissima Brescia-Bergamo-Milano in fase di realizzazione.

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