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Formigoni: “Trasparenza su Cappella Cantone”

''E' del tutto infondato", ha dichiarato all'agenzia Asca, "chiamare in causa la procedura autorizzativa della discarica in relazione all'indagine che ha portato agli arresti odierni".

(red.) Il Presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, ha insediato il Comitato per la trasparenza degli appalti e sulla sicurezza nei cantieri. L’iniziativa è partita tempo fa e la convocazione risale ai giorni scorsi, ma l’insediamento e la comunicazione alla stampa sono avvenuti per coincidenza proprio nel giorno dell’arresto del vicepresidente del Consiglio regionale, Franco Nicoli Cristiani, e di altre nove persone nell’ambito di un’inchiesta per una presunta tangente.
Ma sulla trasparenza delle autorizzazioni della discarica di Cappella Cantone (Cr), Formigoni non ha dubbi: ”E’ del tutto infondato e gratuito”, ha dichiarato all’agenzia Asca, “chiamare in causa la procedura autorizzativa della discarica di Cappella Cantone in relazione all’indagine che ha portato agli arresti odierni. Chi ha fatto simili illazioni mostra di essere più interessato a innescare polemiche politiche pretestuose, strumentali e fuorvianti che alla verità”.
”Nessuna fase o passaggio della procedura, che è sempre stata collegiale”, ha detto Formigoni, “ha visto la partecipazione, a nessun titolo, delle persone oggetto dei provvedimenti giudiziari. Non la Giunta dell’aprile di quest’anno, che ha varato una delibera in cui si stabiliva la possibilità di realizzare discariche di cemento-amianto anche se non previste dal Piano cave provinciale: delibera supportata da diversi autorevoli pareri positivi firmati da tecnici e giuristi, la cui piena legittimità e correttezza è stata peraltro ribadita da una sentenza del Tar che ha respinto un ricorso avverso”.
Formigoni ha ricordato anche la Conferenza dei servizi convocata nel settembre scorso: “In quella sede fu concluso l’iter dell’Aia (Autorizzazione integrata ambientale) e decisa la localizzazione a Cappella Cantone della discarica di amianto, dopo aver preso atto sia della sentenza del Tar, sia del rapporto tecnico favorevole dell’Arpa di Cremona che escludeva qualsivoglia pericolo per la falda. Della Conferenza facevano parte Provincia di Cremona, sei comuni (Cappella Cantone e altri cinque limitrofi interessati all’area), Arpa, e partecipò anche la ditta Lameri, rappresentata dal suo avvocato, come parte contro-interessata. Il successivo decreto autorizzativo dirigenziale del 26 settembre è stato l’atto finale e del tutto dovuto”.
Per il presidente della Regione, quindi, tutto è stato “collegiale e perfettamente trasparente. Confido in una rapida azione degli organi inquirenti e sono sicuro che le posizioni personali possano essere presto e positivamente chiarite”.

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