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Bragaglio (Pd): “E’ stato scoperchiato un sistema”

"Troppe vicende hanno riguardato Nicoli per poter ritenere di essere in presenza di singoli gravi fatti". Il centro destra? "Molti sapevano ma hanno preferito tacere".

(red.) L’arresto di Nicoli Cristiani ha scoperchiato “un sistema”. A dirlo è Claudio Bragaglio, consigliere comunale del Pd, che vede nella vicenda “un fatto politicamente dirompente da molti punti di vista. In particolare per il ruolo chiave ch’egli ha avuto da vent’anni a questa parte in Forza Italia e nel Pdl lombardo e bresciano”.
Un ruolo politico esercitato anche in Loggia “attraverso alcuni consiglieri comunali del Pdl”.  Ora secondo Bragaglio “la vicenda giudiziaria avrà il suo corso per appurare fatti e responsabilità. A noi compete solo un giudizio politico. Ed è un giudizio chiaro che investe la natura politica di un sistema fatto da decisioni e da relazioni opache intessute in tutto questo periodo tra alcuni politici, consulenti, dirigenti provinciali e regionali, consulenti, cavatori e ditte appaltatrici”.
“Per esperienza diretta di dieci anni in Consiglio Regionale”, spiega Bragaglio, “in particolare cave e discariche, come opposizione abbiamo avuto modo di denunciare e combattere frontalmente irregolarità, opacità procedurali, collusioni e le operazioni palesemente illecite di questo sistema. Dai Piani Cave gonfiati con milioni di tonnellate di estrazione alla vicenda del Buco della Cagna di Villachiara o alla cava di Calcinato ci siamo spesso trovati davanti ad operazioni insostenibili ed illecite”.
Un esempio su tutti? “La cava di Pontoglio che ha coinvolto – come ha denunciato il centro sinistra in una interrogazione del gennaio 2002 – Giorgio Patelli (l’attuale marito della Gelmini), che era concedente del terreno per la cava, messo a disposizione della ditta Cavalleri, condannata poi in un processo per tangenti, e contemporaneamente membro del Comitato tecnico, nominato da Nicoli stesso, per le autorizzazioni di cava”.
E ancora: “Si pensi”, sice Bragaglio, “anche al recupero di cave cessate che non erano mai state cave, a terreni comperati per una miseria e che con una semplice firma regionale si sono trasformati in una miniera d’oro per attività di cava e di discarica. Ma ciò che più colpisce è il giudizio ampiamente critico ed allarmato che al riguardo era presente anche tra numerosi esponenti del centro destra e della Lega, senza però che nulla sia stato detto o fatto da parte loro per impedire un uso sempre più disinvolto di norme e di situazioni illecite”.
Secondo il consigliere “troppe vicende hanno riguardato Nicoli per poter ritenere di essere in presenza di singoli gravi fatti di corruzione e non piuttosto di un vero e proprio “sistema di governo” che agiva nelle istituzioni e nel suo stesso partito. Un silenzio colpevole prolungato negli anni, sia da parte PdL che della Lega. Non mi pronuncio, ovviamente, sulla questione che lo ha portato all’arresto. Dirà la magistratura. Ma su quel sistema Nicoli un preciso giudizio politico va espresso: molti sapevano, del centro destra, ma troppi tacevano o se ne son serviti”.

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