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Castagneti ammalati, mercato in crisi

Un insetto infestante ha messo in ginocchio la raccolta dei marroni, fiore all'occhiello della Valle Camonica. Importati dalla Spagna, il prezzo è triplicato.

(red.) Si chiama cinipide del castagno, è originario della Cina e sta mettendo in ginocchio l’economia legata alla produzione e vendita di castagne nel Nord Italia ed in particolare in Valle Camonica (Brescia).
L’infestante, giunto in Italia nel 2002 attaccato alle piante di un importatore di Cuneo, in meno di dieci anni si è propagato nella valle bresciana facendo ammalare, annualmente, una cinquantina di chilometri di castagneti.
E’un insetto galligeno, cioè provoca delle galle, ingrossamenti molto evidenti sulle gemme in accrescimento. La sua presenza provoca quindi il mancato sviluppo dei getti colpiti e una drastica riduzione e della vitalità della pianta.
E così, quest’anno, a Paspardo, patria del “marrone”, le castagne arrivano invece dalla Spagna. Nella cittadina camuna ha sede il Consorzio della castagna a cui i raccoglitori possono conferire il prodotto autunnale e ricevere in cambio un rimborso economico.
Solitamente la raccolta parte da ottobre fino alla priam quindicina di novembre, ma il quantitativo finora racimolato è di soli 20 quintali di castagne, facendo salire il costo al chilo del frutto.
Nel 2010, infatti, il consorzio pagava dai 50 centesimo a 1,30 euro al kg, ma ora, vista la scarsità della raccolta, il rimborso è salito fra i 70 centesimi e 1,60 euro.
Sul mercato finale poi, un chilo di marroni made in Italy costa 3,50 euro, mentre le spagnole fino a 5,50.
Soluzioni per debellare l’insetto? L’unica sembrerebbe essere quella di utilizzare la lotta biologica, ovvero liberare nei castagneti un altro insetto che si nutra dell’infestante, ma i primi risultati sarà possibile conoscerli e vederli solo fra cinque-otto anni.
Intanto, per contrastare i danni di questo parassita sulle nostre produzioni, il Ministero delle Politiche agricole, in sede di Tavolo di filiera, ha stanziato un milione di euro per finanziare la ricerca sulle varie forme di lotta alla piccola vespa asiatica. Attualmente sono stati presentati 16 progetti di ricerca, tra i quali dovranno essere individuati quelli da finanziare.

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