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Musil, il progetto si fa più piccolo

Presentato un nuovo piano della "Basileus" che ridimensiona il Museo dell'Industria e del Lavoro stoppato dal comune di Brescia per mancanza di risorse.

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(red.) Si è tornati a parlare, discutere e progettare di Musil, il Museo dell’Industria e del Lavoro, progetto da tempo tra quelli messi in cantiere dall’amministrazione comunale di Brescia, ma arenatosi poi nelle sabbie della mancanza di fondi per la sua realizzazione.
La struttura dovrebbe sorgere (e mai come in questo caso il condizionale è d’obbligo) nell’area ex Tempini del comparto Milano, ma poiché ritenuta troppo onerosa per le casse della Loggia è stata momentaneamente (sine die, in realtà) accantonata.
Tuttavia qualcosa si muove come è emerso nella riunione di lunedì del Consiglio di indirizzo della Fondazione Musil, che riunisce i soggetti coinvolti (comune di Brescia, Regione, Provincia, Fondazione Luigi Micheletti, Università statale, Asm-A2A).
E’ stata avanzata l’ipotesi di un nuovo progetto, “ridotto” nelle dimensioni proposto dalla società “Basileus”, che nel 2002 ha sottoscritto la convenzione con il comune di Brescia per destinare 12 milioni di oneri di urbanizzazione alla costruzione di un centro con finalità culturale.
Il nuovo progetto è in fase di stesura e prevede un’area destinata al Musil pari a 5mila metri quadrati (dai 13 mila inizialmente previsti), a cui va aggiunto un centro congressi di pari metratura con mille e cinquecento posti.
Accanto sorgerebbe una stazione di scambio per la ferrovia Brescia-Edolo, per il collegamento con il metrobus.
Parere favorevole è stato dato sia dalla Regione sia dall’Università Statale di Brescia, resta il nodo legato comunque ai fondi reperibili da parte del comune di Brescia per il nuovo progetto.

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