Quantcast

“Un gentiluomo della Repubblica”

Il ricordo dell'ex leader della Dc nelle parole dei politici presenti ai funerali. Bersani (Pd): "Aveva un'idea bella e nobile della politica e della vita amministrativa".

(red.) Mino Martinazzoli, ”parlamentare, ministro, sindaco e statista”. Le parole usate dal sindaco di Brescia, Adriano Paroli, insieme, non riescono a comprendere interamente la figura dell’ultimo segretario della Dc che, nel giorno dei funerali, se n’è andato come ha sempre vissuto: in modo sobrio e rigoroso, lasciando però ai familiari, agli amici e agli ex compagni di partito il ricordo della sua dolcezza e della sua timidezza, talvolta scambiate per scontrosità.
Nel Duomo di Brescia, ma ancor prima sotto il porticato di Palazzo Loggia, sede del comune, per salutare l’ex ministro c’erano i bresciani, comuni cittadini e politici, ma anche ciò che rimane dello stato maggiore della Dc, partito che Martinazzoli sciolse dopo la bufera di Tangentopoli; esponenti del centrosinistra, Pierluigi Bersani, Rosy Bindi, Enrico Letta, Dario Franceschini, ma anche il leader dell’Udc, Pier Ferdinando Casini, il professor Giuseppe Frigo, collega di Martinazzoli avvocato e ora giudice della Corte costituzionale; nessun esponente della compagine di governo. Anche il corteo dello sciopero generale della Cgil contro la Manovra ha deviato il suo percorso per rendere omaggio al sindaco che, con la sua giunta di centrosinistra diede idee e impulso all’Ulivo.
”L’abbiamo fatto arrabbiare, sia io che Rosy Bindi, però gli abbiamo voluto bene e la nostra presenza qui è segno di una grande stima e il riconoscimento alla persona che è stata veramente un galantuomo della Repubblica”. A esprimersi così il leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini che, con il presidente del Pd Rosy Bindi, ha partecipato ai funerali dell’ultimo leader della Dc, Mino Martinazzoli.
Per Rosy Bindi Mino Martinazzoli fu, come ultimo segretario della Dc e come primo segretario del Partito Popolare, ”una delle persone più tormentate della vita di questo nostro paese”. ”Questo”, ha spiegato Rosy Bindi, “per la chiarezza degli obiettivi che aveva e del percorso che intendeva far compiere a tutto il partito, nel rinnovamento e per dare continuità a quella storia politica che aveva avuto grandi meriti e ha tuttora grandi meriti nella storia del nostro paese”.
”Ha attraversato delle difficoltà”, ha detto Rosy Bindi, presente ai funerali dell’ex ministro, “nella bufera di tangentopoli, con la quale doveva fare i conti. Non ha però mai perso di vista l’obiettivo che voleva raggiungere, non l’ha mai dimenticato, giorno per giorno. La fatica è stata tanta”.
Martinazzoli, ha sottolineato Rosy Bindi, è stato ”uno dei pochi politici che di fronte ai risultati elettorali ha rassegnato le dimissioni. Dimissioni che noi non capimmo in quel momento, ma che vanno lette anche queste come un gesto di grande coerenza”.
Per il segretario del Pd, Pierluigi Bersani, Mino Martinazzoli aveva ”un’idea bella e nobile della politica” che si può ”reinterpretare e riprodurre” anche oggi. Bersani, che ha partecipato nel pomeriggio a Brescia ai funerali dell’ultimo segretario della Dc, ha detto: ”credo sia giusto interpretare quest’uomo come esperienza indicativa della possibilità di una politica che abbia a che fare con la morale, con la cultura, con il pensiero”. ”E quindi un’idea bella, nobile della politica, della vita amministrativa che è anche segno di speranza, di fiducia che si può reinterpretare e riprodurre”.
E’ un ricordo commosso quello che ha il giornalista Rai Giovanni Minoli dell’ultimo leader della Dc Mino Martinazzoli la cui morte rappresenta ”una perdita secca di qualità e contenuti”.
Minoli, che ha fatto visita alla camera ardente, ha ricordato con emozione il rapporto che aveva con l’ex sindaco di Brescia, con il quale ebbe un faccia a faccia televisivo, nel 2008, che è stato ritrasmesso martedì.
Minoli ricorda, in particolare, quanto l’ex ministro diceva ai giovani: ”Ricordate che, se non vi interessate di politica la politica si interesserà comunque a voi”. Ha rammentato anche un episodio della vita di Aldo Moro che a Martinazzoli era stato raccontato dalla figlia dello statista ucciso dalle Br, Maria Fida. ”Moro incontrò su una spiaggia un giovane disamorato della politica, anzi incazzato, che gli espose una serie di lamentele su quello che i politici non facevano. Moro lo stette ad ascoltare a lungo e rispose con una sola frase: “e tu?”’.
Nella cattedrale, al primo banco la moglie di Martinazzoli, Giuseppina, il fratello Franco e il sindaco di Castenedolo, Giambattista Groli, che all’ex ministro è stato vicino in tutti questi ultimi anni, sono risuonate le parole del vescovo di Brescia, monsignor Luciano Monari: ”Voglio parlare di umanità, di un uomo degno della sua intelligenza, della sua libertà e delle sue aspirazioni; e sono convinto che questo uomo si riflette meglio nella semplicità delle beatitudini che nella tortuosità della furbizia politica”. ”Un politico”, ha proseguito, “diventa politico autentico quando impara a distinguere il bene di tutti dal bene personale e dal vantaggio della sua parte politica; e diventa politico buono quando sa scegliere ciò che è bene per il Paese anche se questo va contro la convenienza personale e del suo partito”.
E Mino Martinazzoli questo davvero deve essere stato se anche Manfredi Tretola, pensionato di Vignate (Milano), che non ha mai conosciuto personalmente l’ex sindaco di Brescia, ha voluto essere davanti al Duomo inalberando un cartello con la scritta: ”Imploriamo la Provvidenza che sostituisca la sua assenza” e si è infervorato a spiegare che, per la sua indifferenza al potere e ai vantaggi che la politica comporta, proprio per Martinazzoli coniò qualche anno fa la definizione di ”missionario della politica”.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di QuiBrescia, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.