A Brescia quasi il 10% degli imprenditori è straniero
La provincia bresciana si piazza la settimo posto, in Italia, per numero di imprese avviate da immigrati, come emerge dal nuovo Rapporto della Fondazione “Leone Moressa”.
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Brescia. Un imprenditore su dieci in Italia è nato all’estero. Nel 2022 sono più di 761 mila, come emerge dal nuovo Rapporto della Fondazione “Leone Moressa”, la crescita è stata costante negli anni enon si è interrotta neanche durante i mesi della pandemia.
Un trend opposto rispetto a quello degli imprenditori italiani, che dal 2010 ad oggi sono diminuiti del 10,2%, mentre gli stranieri sono aumentati del 39,7%. Le imprese a
conduzione prevalentemente straniera sono l’11.2%. Nel novero sono inclusi anche lavoratori autonomi e partite Iva, nonché micro-imprese e imprese senza dipendenti.
Le principali nazionalità di origine degli imprenditori stranieri in Italia sono Cina e
Romania: insieme rappresentano un quinto degli imprenditori immigrati. Ma nell’ultimo
anno le comunità che hanno registrato i maggiori aumenti sono l’Albania (più 7,4%) e
l’Egitto (più 3,9%). Il report calcola anche il “tasso d’imprenditorialità” per comunità
straniera, scoprendo che il record appartiene alla Macedonia, con il 51,3%. Seguono
Russia e Cina, fanalino di coda l’India, con il 7%.
La distribuzione delle imprese in mano a stranieri vede una prevalenza del commercio
(quasi un terzo), seguito da servizi, costruzioni, alberghi e ristoranti, manifattura e infine
agricoltura. La prima Regione per numero di imprenditori stranieri è la Lombardia,
seguita da Lazio, Emilia- Romagna, Toscana e Veneto.
La provincia di Brescia è settima, in Italia, per numero di imprese avviate da immigrati che rappresentano il 9,6% del totale (e il 10% di quello regionale), in crescita del 21,8% rispetto al 2010,
Confrontando gli imprenditori per ciascun paese con la popolazione in età lavorativa nata nello stesso paese, è possibile calcolare il “tasso di imprenditorialità” per ciascuna comunità. Tra i nati in Italia, gli imprenditori sono il 20,9 per cento rispetto alla popolazione in età lavorativa (15-64 anni). Tra i nati all’estero, il valore è decisamente più basso (13,8 per cento). Tuttavia, tra i nati all’estero la situazione è molto variegata: il record spetta alla Macedonia, con un tasso del 51,3 per cento. Superano il 30 per cento anche Russia e Cina, mentre sono al di sotto della media Albania (12,9 per cento), Romania (8,8 per cento) e India (7 per cento).
A livello settoriale, l’incidenza maggiore si registra nelle Costruzioni (17,0 per cento), nel Commercio (13,5 per cento) e nella Ristorazione (12,7 per cento).








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