Lucchini Rs fornirà le ruote per i treni a idrogeno della Brescia-Iseo-Edolo

Lucchini RS Group fornirà al gruppo Alstom, a partire dal prossimo mese di ottobre e fino alla fine del 2023, le settanta sale montate (24 motrici e 48 portanti) destinate ad equipaggiare i primi sei treni a idrogeno d’Italia.

Brescia. Sostegno convinto al “Green New Deal”, con la fornitura delle ruote e degli assili per i primi treni a idrogeno d’Italia, massima attenzione ai temi della sicurezza, integrazione sempre più stretta fra le società del gruppo.
Sono i punti affrontati da Giuseppe Lucchini nel corso del suo intervento a Innotrans, la fiera ferroviaria più importante al mondo in corso a Berlino.
Con la “Strategia per una mobilità intelligente e sostenibile”, la Commissione europea nel 2020 ha indicato come obiettivo il raddoppio del traffico ferroviario ad alta velocità entro il 2030,
triplicandolo entro il 2050. Inoltre, punta a incrementare il traffico merci su rotaia del 50% entro il 2030 e di raddoppiarlo entro il 2050. Il Governo italiano, tramite il Pnrr, prevede investimenti sulla rete ferroviaria per 24,77 miliardi di euro.

Lucchini RS Group fornirà al gruppo Alstom, a partire dal prossimo mese di ottobre e fino alla fine del 2023, le settanta sale montate (24 motrici e 48 portanti) destinate ad equipaggiare i primi sei treni a idrogeno d’Italia che circoleranno lungo la linea Brescia – Iseo – Edolo; nel 2023 sono previsti i primi test, nel 2024 i convogli entreranno in esercizio per il trasporto dei passeggeri. La commessa affidata a Lucchini RS conferma la volontà del settore ferroviario di dare il proprio contributo per un futuro sostenibile e rappresenta per il gruppo la conferma di un percorso di diversificazione energetica già intrapreso all’interno del suo principale stabilimento di Lovere dove, nel reparto di forgiatura, sono stati installati i primi forni “hydrogen ready”.

Inoltre, l’azienda ha introdotto il Green ID, ovvero un documento che riporta i dati delle emissioni di CO2 del ciclo di vita del prodotto in conformità con lo standard ISO 14067:2018. Queste informazioni aggiungono un importante livello di trasparenza per i clienti, per calcolare e dichiarare la carbon footprint della vita di un treno. Il percorso aziendale per produrre tale documento ha ricevuto oggi un premio da parte di Unife, l’Unione delle industrie ferroviarie europee, il “Railsponsible Supplier Award”.
Tuttavia la transizione ecologica, la pandemia e poi l’invasione russa dell’Ucraina nel cuore
dell’Europa pongono enormi sfide.

«Le industrie europee ad alta intensità energetica come i produttori di acciaio e le forgiature – ha detto il presidente Lucchini nel suo intervento – stanno lottando per tenere il passo con l’enorme aumento dei costi del gas naturale e dell’energia elettrica. Stiamo mettendo in atto azioni straordinarie per gestire la situazione, ma è evidente che il peso di una “bolletta energetica” al livello attuale non è strutturalmente sostenibile e potrebbero causare irreparabili danni, se non tempestivamente risolto. Per queste ragioni chiediamo l’intervento di tutti i livelli istituzionali per evitare gravi problemi al settore ferroviario».

Il presidente Lucchini ha poi voluto ringraziare tutti i collaboratori, oltre duemila, che lavorano all’interno del network di 14 società collocate in tutto il mondo, rimarcando l’impegno dell’azienda nel campo della sicurezza: «Nel 2021 – ha concluso – alcune delle nostre filiali industriali hanno già raggiunto l’obiettivo di lavorare con zero infortuni e nel 2022 il nostro stabilimento principale di Lovere ha finora ottenuto un miglioramento del 50% dell’indice di sicurezza sul lavoro rispetto all’anno scorso».

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