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Confartigianato: “No a revisioni al ribasso del bonus casa”

Un convegno con gli ultimi dati sul mondo delle imprese del comparto artigiano delle costruzioni a Brescia. Massetti: "Al settore servono certezze".

Convegno Confartigianato Superbonus

(red.) Confartigianato Imprese Brescia e Lombardia Orientale ha tenuto  sabato 27 novembre  in occasione di “Dentro Casa Expo 2021”, il convegno di approfondimento dal titolo “E dopo il Superbonus?” che ha visto, dopo la presentazione degli ultimi dati relativi al mondo delle imprese del comparto artigiano delle costruzioni a Brescia, gli interventi di Eugenio Massetti, presidente Confartigianato Imprese Brescia e Lombardia Orientale, Stefano Molgora, presidente Ordine degli Architetti della Provincia di Brescia e Valter Muchetti, Assessore alla Rigenerazione urbana del Comune di Brescia moderati da Giuseppe Amici, vicesegretario di Confartigianato Imprese Brescia e Lombardia Orientale.

Dalla discussione è emersa la bontà dei bonus edilizia, tra le misure più utili per consolidare la ripresa delle attività produttive e la riqualificazione del patrimonio edilizio in un’ottica di transizione green, ma come ancora persistano troppe problematiche per le imprese, soprattutto per le più piccole, per la loro applicazione in concreto. A Brescia le pratiche superbonus presentate sono state solamente 700, a fronte delle oltre 6.300 in Lombardia e 46mila in Italia. Un numero decisamente sotto la media se si considerano il numero degli abitanti e del patrimonio immobiliare. Tra le grandi opportunità di lavoro per un settore in decisa crescita, molte le difficoltà delle imprese nel coglierle: a partire dall’aumento dei costi materie prime e dai tempi, sempre più allungati, per la consegna dei materiali: sono 412 i milioni di euro stimati i maggiori costi sostenuti in media nel 2021 dalle imprese artigiane nel settore costruzioni nella provincia di Brescia. E poi la burocrazia: ad oggi il Superbonus ha avuto effetti positivi (diretti o indiretti) per il 28,1% delle imprese edili artigiane di micro-piccole dimensioni. Tra le imprese artigiane che non hanno finora colto alcun vantaggio a livello di incremento dei ricavi dal Superbonus segnalano come principali cause l’eccesso di burocrazia e l’incertezza normativa, motivazioni queste che hanno rallentato dell’avviamento delle attività.

Nel dettaglio, come presentato dalla survey di Confartigianato, le imprese artigiane dell’edilizia (10.836 imprese e 25mila addetti, il 41,8% sulle imprese totali del sistema casa che sono 25.904) lavorano prevalentemente attraverso le detrazioni ordinarie (79,1%). Il Superbonus invece è utilizzato solo dal 2,7% degli artigiani. Attualmente oltre la metà (52%) segnala di riscontrare difficoltà nella gestione dei massimali per l’elaborazione dei preventivi, a causa in prevalenza dell’incremento eccessivo dei costi delle materie prime (83,3%). Quasi due imprese su tre, il 64%, non risulta organizzata rispetto alle richieste di cessione del credito/sconto in fattura: il principale ostacolo, anche in questo caso, è la burocrazia.

Per il presidente di Confartigianato Eugenio Massetti: “Le micro e piccole imprese dell’artigianato hanno confermato la loro capacità di superare le crisi più difficili, ma oggi più che mai hanno bisogno del sostegno della politica. Abbiamo già presentato la richiesta di modifiche e di emendamenti per dare continuità agli incentivi, quelli utili, rivedendo i tempi per il completamento dei lavori dando maggiore stabilità temporale e certezze. Anche perché se non si crea
una corsa contro il tempo verso l’incentivo, il mercato si calmiera da solo. In questo senso, abbiamo chiesto che non vi siano revisioni al ribasso e maggiori certezze”.

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